martedì, 27 luglio 2021
Medinews
21 Febbraio 2001

L’EPATITE ACUTA

Il decorso clinico di una epatite acuta è caratterizzato in modo schematico dalle seguenti fasi:
· Periodo di incubazione: è il tempo che intercorre tra il momento dell’infezione e l’esordio dei sintomi clinici; varia in base al tipo di agente virale: 15-50 giorni per l’epatite A, 2 – 6 mesi per l’epatite B, 15 giorni – 4 mesi per l’epatite C.
· Periodo preitterico: caratterizzato dalla presenza di sintomi aspecifici, quali stanchezza, mancanza di appetito, nausea, dolore epatico. Dura solitamente pochi giorni.
· Periodo itterico: compaiono la tipica colorazione giallastra della cute e delle sclere (ittero) e la colorazione scura delle urine (color marsala). Tendono invece a scomparire i sintomi della fase preitterica. Gli esami del sangue evidenziano un aumento molto spiccato delle transaminasi. Questa fase ha una durata variabile da 2 a 4 settimane.
· Periodo della convalescenza: la malattia può evolvere favorevolmente e concludersi con la progressiva riduzione delle transaminasi fino a valori di normalità (il che può avvenire nell’arco di alcuni mesi): questo indica l’avvenuta guarigione. L’epatite A e l’epatite E si comportano sempre in questo modo, salvo in alcuni casi in cui la malattia è talmente violenta (fulminante) da portare a morte il paziente in pochi giorni. L’epatite C, come la B e la Delta, può invece guarire entro 6 mesi, ma possono anche persistere oltre tale periodo. In quest’ultimo caso si parla di epatite cronica.
(La distribuzione dei casi di epatite acuta in Italia è rappresentata in figura.)
Terapia
Epatite Acuta
Per l’epatite acuta non vi sono delle terapie specifiche. Risultano però di particolare importanza il riposo a letto (che soprattutto nelle prime fasi richiede l’ospedalizzazione) ed una dieta adeguata, che consiste in una alimentazione ipercalorica, particolarmente ricca di glucidi (zuccheri) e di proteine, e povera in lipidi (grassi). E’ importante che nel corso di una epatite acuta venga sospeso l’uso di farmaci o di altre sostanze potenzialmente dannose per il fegato (es.: alcolici, pillola anticoncezionale). E’ consigliabile la somministrazione di polivitaminici.

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