venerdì, 17 aprile 2026
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21 Febbraio 2001

LE PRINCIPALI QUESTIONI IRRISOLTE

La determinazione dell’HCV-RNA mediante PCR è considerato il “gold standard” per il monitoraggio della terapia; il genotipo e la quantificazione della viremia sono utili ma restano costosi. E’ improbabile che l’impiego di altre combinazioni di farmaci attualmente disponibili dia risultati superiori a quelli che si ottengono con IFN + Ribavirina. Sono in fase di studio gli oligonucleotidi antisenso (diretti contro il sito di legame ribosomiale di specifiche regioni del genoma dell’HCV). Gli inibitori della proteasi e dell’elicasi (enzimi della replicazione virale) non sono ancora disponibili.
L’HCV è un nemico insidioso, che si modifica continuamente per sfuggire al sistema immunitario dell’ospite ed un vaccino tradizionale è improbabile che si renda disponibile nell’immediato futuro. L’HCV raramente induce una risposta immunitaria protettiva; anticorpi neutralizzanti e cellule CD4 e CD8 sono scarsamente stimolate nel corso dell’infezione naturale.
Le difficoltà nel preparare un vaccino sono principalmente rappresentate da:
– assenza di modelli sperimentali validi, dato che solo l’uomo e gli scimpanzé vengono infettati dal virus HCV,
– scarsa replicazione dell’HCV in vitro,
– elevata variabilità delle proteine di superficie del virus, ed il fatto che anticorpi contro queste proteine non forniscono una protezione immunitaria.

Temi da approfondire in futuro sono:
nel campo della diagnosi:
– identificazione di markers surrogati per la fibrosi
– ruolo dello screening per l’epatocarcinoma
– standardizzazione nei test per l’HCV
nel campo della storia naturale:
– l’evoluzione a lungo termine dei pazienti con transaminasi stabilmente normali
– fattori predittivi di evoluzione verso la fibrosi
– fattori predittivi di sviluppo di epatocarcinoma

nel campo virologico:
– lo sviluppo di modelli in vitro per permettere la replicazione dell’HCV e per stabilire
l’efficacia di nuovi farmaci
– lo sviluppo di modelli animali alternativi per studiare nuovi farmaci e vaccini
nel campo della terapia:
– il beneficio della terapia in particolari gruppi di pazienti (con epatite acuta, transaminasi normali, malattie epatica lieve, sindromi extraepatiche, cirrosi compensata, non-responsivi alle terapie attuali, coinfezione con HIV o HBV)
– beneficio della terapia di mantenimento in pazienti non-responders
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