Medinews
21 Febbraio 2001

COME SI FA LA DIAGNOSI

Questi test possono dare reazioni non specifiche (falsamente positive) quando vengono usati per lo screening di individui a basso rischio senza malattie epatiche; in questi casi è obbligatoria la conferma della specificità con test di immuno blotting (anti-HCV RIBA). L’HCV-RNA sierico è rilevato dalla reazione polimerasica a catena in cui si usano “primers” derivati dalla regione dell’HCV-RNA più conservata, la regione non trascritta 5′ (5′ UTR). Questo test non è usato a scopo di screening ma è essenziale per la diagnosi dell’epatite C in situazioni cliniche specifiche. La biopsia epatica è poi di fondamentale importanza nel definire il danno istologico, stabilendo il livello di infiammazione e lo stadio del danno epatico. In pazienti con infezione cronica da HCV, la biopsia epatica è indicata dopo un periodo di osservazione di almeno 6-8 mesi, in presenza di un persistente o anche solo episodico aumento delle transaminasi. Meno chiaro è il ruolo della biopsia in quei pazienti che presentano transaminasi persistentemente normali. Infatti, benché gran parte di questi abbiano una evidenza istopatologica di epatite cronica, il danno epatico è spesso modesto ed ancora incerto è l’atteggiamento terapeutico in questi casi.
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