Conseguentemente, la terapia con INF-a è un’importante opzione terapeuticaper i malati che non possono essere sottoposti a trapianto midollare allogenico per limiti d’età o per mancanza di donatore compatibile. Nei tumori solidi, l’INF-a ha dimostrato sia un’azione immunomodulante che un’azione-antiproliferativa in varie forme neoplastiche. In pazienti con melanoma, la terapia adiuvante con interferone a consente una significativa riduzione del rischio di recidiva e può portare ad un sensibile aumento della sopravvivenza. In pazienti con metastasi diffuse da CR e melanoma, la terapia con INF-a in associazione a interleukina-2 e chemioterapia ha evidenziato una rapida risposta terapeutica in circa il 50% e una risposta duratura in circa il 10% dei pazienti trattati. La compliance del paziente in terapia con somministrazioni giornaliere di INF-a in trattamenti di lungo termine viene considerata un importante fattore per raggiungere benefici clinici. Considerate la farmacocinetica e la farmacodinamica dell’interferone pegilato e le valutazioni preliminari sulla tollerabilità, l’interferone pegilato può aumentare le possibilità terapeutiche e offrire un miglior rapporto rischio/beneficio.
L’interferone pegilato nella leucemia mielode cronica
E’ stato condotto uno studio di fase I in 26 pazienti con LMC. L’interferone pegilato somministrato a dosi fino a 9,0 mg/kg/sett. è risultato sicuro e ben tollerato e non è stata raggiunta una dose massima non tollerata. In questo studio, il profilo di sicurezza di interferone pegilato è stato simile a quello dell’interferone a. Gli eventi avversi più frequenti sono stati febbre (23/27; 85%), cefalea (23/27; 85%), affaticabilità (20/27; 74%), rigidità (20/27; 74%) e mialgie (17/27; 63%). La maggior parte sono risultati di media o moderata intensità e la loro incidenza è stata dose-correlata. La maggior parte dei pazienti ha mostrato una riduzione del numero di globuli bianchi durante le 4 settimane di durata dello studio.
Indirizzi futuri
Sono in corso studi clinici per valutare sicurezza ed efficacia dell’interferone pegilato in pazienti con LMC e altri tumori solidi, incluso il melanoma. I dati preliminari sull’efficacia indicano che l’interferone pegilato possiede un’attività antitumorale e i dati preliminari sulla sicurezza dimostrano che è sicuro e ben tollerato dai pazienti affetti da cancro. Questi dati suggeriscono che l’interferone pegilato ha una buona efficacia terapeutica anche in campo oncologico con il vantaggio di una sola somministrazione settimanale.
- Home   /  anno 2001   /  anno 2001 INTERFERONE PEGILATO, NUOVA ARMA CONTRO L'EPATITE- 21 FEBBRAIO   /  
- L’INTERFERONE PEGILATO IN ONCOLOGIA