domenica, 3 maggio 2026
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20 Marzo 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL DOTT. GUIDO GUIDI

Sono infatti convinto che, soprattutto in ambito oncologico, siano necessari approcci nuovi, sia in termini di ricerca, che di organizzazione e di gestione del paziente. Ed è proprio con questo intendimento – l’unione delle risorse economiche e intellettive – che Novartis affianca l’AIOM nello sviluppo dell’indagine “Censimento Nazionale Strutture di Oncologia Medica”: solamente con uno spirito di collaborazione tra pubblico e privato e attraverso una informazione chiara e trasparente si possono ottenere risposte e strumenti all’avanguardia scientifica e tecnologica per il benessere dell’uomo. Uno spirito di servizio che ha guidato anche altre importanti decisioni aziendali: prima di tutto di aprirsi all’esterno, non solo in una logica di trasparenza, ma di “conoscenza”, per dare cioè a tutti gli interessati la possibilità di comprendere quanto sia complessa l’organizzazione di un’azienda farmaceutica. Dall’altra parte abbiamo pensato ad una riorganizzazione interna che avvicinasse il clinico alla ricerca, rendendolo partecipe dell’innovazione. E’ stata quindi creata una Business Unit globale che coinvolge ricerca, sviluppo e commercializzazione dei farmaci creando quindi una filiera sempre più efficace che possa essere d’aiuto per il medico, per i pazienti e per tutti gli interlocutori sanitari.
Per quanto riguarda nello specifico i farmaci oncologici, area nella quale l’azienda svolge da sempre un ruolo di primo piano, direi che l’offerta è già ora molto ampia e qualificata. L’azienda, in particolare, ha una leadership consolidata di prodotti per il trattamento ormonale del tumore della mammella.
Nell’ormonoterapia la ricerca Novartis esprime una notevole capacità innovativa, sviluppando soluzioni che coniugano l’efficacia terapeutica a un’elevata tollerabilità, a tutto vantaggio della qualità di vita del paziente. In questo ambito voglio ricordare che i ricercatori di Novartis hanno scoperto la classe degli inibitori dell’aromatasi: aminoglutetimide, formestane, e, più recentemente, letrozolo. Quest’ultimo, un inibitore dell’aromatasi di terza generazione, dopo essersi rivelato molto efficace nel trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata, si propone ora anche come importante opportunità terapeutica anche nella fase precoce della patologia.
Altrettanto innovativo e decisivo è il ruolo svolto da un’altra sostanza, pamidronato, nel trattamento delle metastasi ossee, grave e invalidante evoluzione di molte neoplasie: si tratta di un inibitore degli osteoclasti (cellule responsabili del processo di distruzione delle ossa), che offre inedite opportunità in termini di cura e di miglioramento delle condizioni di vita degli ammalati.
In questo ambito la ricerca Novartis ha recentemente reso disponibile zoledronato che negli studi clinici internazionali, cui hanno preso parte anche molti centri italiani, ha dimostrato di essere il più potente e innovativo bifosfonato sinora sintetizzato.
Tra le altre sostanze sviluppate da Novartis in area oncologica ricordo inoltre: octreotide, analogo sintetico della somatostatina con maggiore potenza e specificità, efficace nel trattamento dell’acromegalia e dei tumori neuroendocrini. Il farmaco, nella formulazione a lento rilascio (un’unica somministrazione mensile contro le tre giornaliere della formulazione sottocutanea) consente di ottenere un netto miglioramento della sintomatologia, del controllo neoplastico e della qualità di vita di questi pazienti; tropisetron, un antiemetico in grado di contrastare alcuni effetti collaterali della chemioterapia, in particolare nausea e vomito, complicanze che, per la loro frequenza e rilevanza, impattano negativamente sulla accettazione della chemioterapia stessa e di conseguenza sulla qualità della vita.
Tra le molecole in fase avanzata di sviluppo è da segnalare imatinib mesilato (STI571), un agente antiproliferativo, capostipite di una nuova classe di farmaci – gli inibitori della proteinchinasi – particolarmente efficace nella leucemia mieloide cronica, una patologia che ancora oggi non trova un’adeguata risposta terapeutica. Si tratta di un farmaco altamente innovativo che agisce selettivamente e specificamente sul meccanismo biologico-molecolare di sviluppo del tumore, consentendo così di ottenere in una percentuale molto elevata di pazienti la guarigione.
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