giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
20 Aprile 2001

LE INFIAMMAZIONI VAGINALI

L’impianto e lo sviluppo di questi microrganismi sono favoriti da alterazioni dei comuni meccanismi di difesa e, in particolare, dalle variazioni del pH vaginale conseguenti a variazioni ormonali, gravidanza e attività sessuale.
Nei casi di localizzazione vulvare, l’infiammazione è principalmente su base allergica, cioè dovuta ad una reazione anomala dell’organismo verso particolari sostanze (allergeni), quali, ad esempio, le fibre sintetiche di biancheria intima e pantaloni.

I principali sintomi
I sintomi principali delle infiammazioni vaginali sono: perdite, bruciore, prurito, difficoltà a urinare e dolore durante i rapporti sessuali. Questi sintomi, di gravità variabile a seconda dei casi, possono essere isolati o variamente associati tra loro.
In particolare, le perdite vaginali, che sono spesso causa di disagio, possono osservarsi in qualsiasi epoca della vita.
Nelle bambine, prima della comparsa di mestruazioni, sono per lo più riconducibili alla scarsa attenzione per l’igiene intima.
In età fertile una secrezione patologica deve far sospettare un’infezione, causata da un agente patogeno.
Dopo la menopausa, la causa più frequente delle perdite vaginali è la cosiddetta vaginosi atrofica, cioè un assottigliamento dell’epitelio vaginale che provoca un’alterazione del pH con un conseguente incremento di batteri aggressivi.

Cosa fare?
La presenza di sintomi indicativi di infiammazione vaginale (perdite, bruciore, prurito, difficoltà ad urinare, dolore) va segnalata immediatamente al proprio ginecologo che consiglierà l’esecuzione di una serie di analisi in modo da instaurare la terapia più adatta.
Per le forme allergiche sono importanti i test cutanei ed ematologici e, soprattutto, la ricerca del possibile allergene (es. fibre sintetiche dei tessuti utilizzati per la manifattura degli indumenti intimi o dei pantaloni).
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