giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
20 Aprile 2001

ETA’ DELLA DONNA E VARIAZIONI DEL PH VAGINALE

Il tutto si traduce in un pH vaginale acido, con valori soltanto leggermente inferiori a quelli di una donna in età fertile.

L’infanzia
Il periodo che va dalle prime settimane di vita fino alla pubertà è caratterizzato dalla mancanza di estrogeni e quindi di glicogeno nelle mucose, che si presentano ipotrofiche.
Anche i lattobacilli sono assenti: il pH vaginale quindi non è acido, ma neutro. Questo periodo è particolarmente a rischio di vaginiti e infezioni, perché le vie genitali sono prive di un sistema efficace di autodifesa. Non solo: alcuni comportamenti tipici delle bambine inoltre (scarsa igiene intima, errori nella pulizia) aumentano le occasioni di contatto con microbi patogeni.

L’età fertile
L’azione estrogenica rende le mucose ipertrofiche e ricche di glicogeno, situazione che favorisce la popolazione dei lattobacilli. Questi microrganismi determinano l’acidità del pH vaginale, che si attesta intorno a 4,4. Durante il flusso mestruale in genere l’acidità tende ad abbassarsi lievemente, per il “lavaggio” operato dalle mestruazioni. I giorni immediatamente successivi al ciclo sono per questo leggermente più a rischio di infezioni.

La gravidanza
Gli estrogeni raggiungono tassi elevatissimi: ne consegue una maggiore ipertrofia della mucosa e un’abbondante presenza di glicogeno e lattobacilli. Il pH vaginale diventa più acido del solito (circa 3,5).

La menopausa
La secrezione estrogenica diventa irregolare, fino a scomparire quasi del tutto. La mucosa diventa progressivamente atrofica con scarsa o nulla presenza di glicogeno. Anche la flora lattobacillare diminuisce e scompare. Il pH diventa sempre meno acido, fino ad arrivare a livelli neutri (7) o addirittura alcalini. La menopausa è un altro periodo a rischio di infezioni. Non solo: la minore acidità può essere responsabile anche di sintomi soggettivi, come prurito e sensazioni di fastidio.
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