lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
20 Aprile 2001

03 SINTESI DELL’INTERVENTO DELLA DOTT. FULVIA CELLANI

Non sempre però la frequenza dei lavaggi corrisponde a un effettivo stato di benessere dell’ecosistema vaginale: se ci si lava molto spesso, magari con prodotti a pH non consono alle esigenze della vagina (che ha livelli intorno al 4.5), si rischia di alterare la flora batterica vaginale, spianando la strada a infiammazioni. Come regola generale, sarebbe meglio utilizzare il detergente quando effettivamente c’è la necessità di detergere, quindi 2 o 3 volte al giorno (oppure più spesso in caso di mestruazioni) utilizzando invece la semplice acqua nelle altre occasioni. Il problema inoltre è che spesso le donne si lavano in modo sbagliato. E gli errori più frequenti riguardano essenzialmente la “tecnica” utilizzata e la scelta del prodotto.
Il concetto di base dell’igiene intima è che non bisogna contaminare l’introito vaginale e l’ingresso dell’uretra con germi che possono provenire dall’intestino. Quindi non bisognerebbe mai lavarsi (ma anche asciugarsi) dal dietro in avanti, perché in questo modo si agevola il cammino dei germi intestinali che una volta giunti in vagina, scatenano infezioni. Questa raccomandazione sembra banale, ma sono piuttosto frequenti infezioni vaginali recidivanti causate proprio da batteri che provengono dall’intestino e che sono stati trasportati in vagina da manovre errate.
L’altro grande errore, anche questo spesso alla base di infezioni recidivanti, riguarda la scelta del prodotto. Innanzi tutto molte donne usano abitualmente per l’igiene intima prodotti medicati (che il ginecologo aveva prescritto per curare situazioni patologiche) con l’intento di “prevenire” infezioni. In realtà questi prodotti, utilizzati senza una precisa indicazione, possono interagire sulla flora batterica vaginale, causando la morte dei batteri “buoni” (i lattobacilli) e favorendo invece la moltiplicazione di quelli patogeni. E’ importante quindi specificare che i prodotti medicati (così come le lavande vaginali) vanno utilizzati soltanto su indicazione del medico e per periodi limitati. Alcune donne inoltre utilizzano per la normale igiene intima prodotti non mirati. Certo, a tutte può capitare di utilizzare il bagnoschiuma mentre si fa la doccia, ma è importante che ciò non diventa una prassi: questi prodotti infatti non solo non rispettano il pH vaginale, ma contengono profumazioni chimiche, che sulla delicata mucosa vaginale possono causare fenomeni di allergia.
Ma la buona igiene intima è fatta anche di altri gesti: cambiare l’assorbente con una certa frequenza, non tenere i tamponi troppo a lungo, spronare il partner a effettuare una corretta igiene intima, non utilizzare pantaloni troppo stretti o biancheria intima in fibre sintetiche e così via. Ed è proprio per aumentare la consapevolezza delle donne italiane rispetto a questo tema che l’Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri (AOGOI) ha aderito a “Operazione Consiglio”. Come emerge dall’indagine Doxa infatti, la fonte





primaria di informazione rispetto a queste tematiche è la famiglia: il che significa che se la madre ha abitudini errate, probabilmente anche la figlia compirà gli stessi errori. Non a caso le vaginosi recidivanti nelle bambine sono spesso causate da batteri intestinali e sono più frequenti se la madre non è informata sulle manovre corrette di igiene. Noi vogliamo spezzare questa catena di disinformazione.
TORNA INDIETRO