giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
25 Maggio 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL DR. LORENZO MANTOVANI

Questa ricerca è stata condotta calcolando i costi su un orizzonte temporale di 6 mesi. Hanno partecipato 11 centri clinici (2 a Milano, 3 a Bologna, 1 a Parma, 2 a Genova, 2 a Catania e 1 a Vercelli) i quali dovevano arruolare ciascuno 30 pazienti affetti da osteoartrosiche si presentavano all’osservazione e li hanno valutati mediante un algoritmo sequenziale. I pazienti sono cioè stati valutati mediante un questionario appositamente sviluppato al fine di raccogliere informazioni demografiche, cliniche (grazie all’indice algofunzionale di Lequesne) ed economiche. L’esistenza dell’associazione tra gravità della malattia e costi sociali è stata verificata utilizzando modelli di regressione statistica lineare multivariata.
Per lo studio sono stati arruolati in totale 277 pazienti, il 73% di sesso femminile, con età media di 65,7 anni. Il range di età varia da 39 a 92 anni. Un dato interessante è che il 40% dei pazienti ha un’età inferiore a 65 anni: si trova quindi in età lavorativa.
Il costo sociale medio dell’osteoartrosi, riferito ad un periodo di 6 mesi, è stato di 1993 Euro per paziente, circa 3.860.000 lire.
I costi diretti (cure, farmaci) rappresentano 1/3 dei costi sociali. I costi indiretti i restanti 2/3. La parte più rilevante dei costi indiretti, circa il 40%, è formata dalla cosiddetta “Informal Care”: sono cioè i costi di un parente che si prende cura del paziente, che collabora in casa, che accompagna il malato per problemi di deambulazione. Un altro costo importante è quello dell’ “assistenza formale”, dovuto alla necessità di un infermiere privato o di una colf per i lavori quotidiani.
Infine, per i pazienti in età lavorativa, è molto importante anche la perdita di produttività per l’assenza dal lavoro.
Per valutare l’impatto della gravità della malattia sui costi sociali abbiamo utilizzato una regressione statistica per stimare una equazione del costo per punto aggiuntivo dell’Indice di Lequesne.. Ecco un esempio:
I costi sociali stimati relativi a 6 mesi sono pari a:

L.1.905.014 per Lequesne=10
L.2.500.496 per Lequesne=12
L.3.760.265 per Lequesne=15
L.5.654.713 per Lequesne=18
L.7.422.303 per Lequesne=20

(*Per una donna di 65 anni con gonartrosi monolaterale, senza altre artrosi)

Come si può notare, la crescita dei costi è esponenziale: circa 300.000 lire per punto di Lequesne intorno ai 10-12 punti; circa 900.000 lire intorno ai 18-20.
Le variabili inserite nella stima dell’equazione sono:
– età
– sesso
– localizzazione concomitante della malattia (+di 1)
– se la gonoartrosi è monolaterale o bilaterale

Lo studio ha dimostrato quindi che i costi sociali sono significativamente associati alla gravità della malattia (P<0.001) espressa dall’indice di Lequesne e che sono crescenti all’aumentare della gravità della malattia.
P è un indicatore della ‘probabilità di non associazione’. Se P è molto piccolo (< allo 0,05) significa che costi sociali e gravità della malattia sono strettamente associati. Se il P è superiore allo 0,05 significa invece che i costi non sono associati. Il valore di 0,05 è fissato per convenzione.
Per quanto riguarda la Glucosamina solfato, la finalità è stata quella di capire se, a fronte di un onere economico derivante dall’acquisto del farmaco, i vantaggi ottenuti in termini di miglioramento del quadro clinico potessero giustificare la spesa sostenuta.
Utilizzando studi clinici già disponibili e prendendo in considerazione un ciclo di trattamento di 90 gg al dosaggio di 1500 mg/die seguito da un periodo di osservazione di 60 gg, il trattamento con la Glucosamina solfato è potenzialmente in grado di conseguire un risparmio quando rapportata a trattamento, per lo stessa durata, con semplice placebo o con classica terapia antinfiammatoria
Una prospettiva interessante verrà da altri due studi che si rivolgeranno ad un aspetto anch’esso mai trattato fino ad ora, nemmeno in questo primo studio, dal momento che non avevamo strumenti adatti: la qualità di vita.
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