domenica, 29 novembre 2020
Medinews
25 Maggio 2001

I COSTI SOCIALI DELL’OSTEOARTROSI

Proiezioni epidemiologiche dimostrano che, tra il 1990 e il 2020, il numero di anziani disabili a causa dell’artrosi raddoppierà, creando una richiesta assistenziale estremamente pesante.
Nonostante il prevedibile elevato impatto socio-economico di questa condizione patologica, il numero di valutazioni economiche disponibili è alquanto limitato.
Le metodologie della ricerca farmacoeconomica sono diverse, una delle più utilizzate è l’analisi costo / beneficio: è un calcolo finanziario che stima l’uso più conveniente per risorse limitate, attraverso la valutazione sia dei costi che dei benefici quantificati in termini monetari.
I costi presentano una struttura complessa, all’interno della quale si individuano tre tipologie essenziali:
– i costi diretti (rappresentano quelli effettivamente sostenuti con esborso di denaro e possono essere di pertinenza della struttura sanitaria o del paziente: es. visite specialistiche, esami di laboratorio e diagnostici, terapia farmacologica e non farmacologica, ospedalizzazioni, spese di trasporto, pagamento di terze persone per l’assistenza, etc.)
– i costi indiretti (sono definiti quei costi imputabili alla riduzione della capacità di guadagno a causa della malattia; possono essere relativi al paziente o ai familiari che allo stesso rivolgano un’attività assistenziale: es. disabilità, minore produttività sul lavoro, tempo perso per le visite e i trattamenti sanitari, etc.)
– i costi intangibili (con questo termine ci si riferisce al “prezzo” psicologico che si paga individualmente per la presenza della malattia: es. la qualità di vita)

Negli USA l’analisi più datata risale al 1980, con una stima del costo sociale dell’osteortrosi pari a 21 miliardi di USD, l’1% del PIL. Successivamente questa stima è stata aggiornata nel 1988 a 55 miliardi di USD e nel 1992 a 149 miliardi di USD, pari al 2,5% del PIL, con un atteso aumento correlato all’invecchiamento demografico.
Analoghe valutazioni hanno condotto ad un totale di 6 milioni di FFr nel 1991 in Francia ed a 4,5 miliardi di AUSD in Australia nel 1994, pari all’1,1% del PIL.
I costi diretti si sono dimostrati componente di costo di importanza variabile, dipendendo da regimi assistenziali diversi a seconda del Paese di analisi, con valori compresi tra il 13 e il 78% del costo totale.
In uno studio americano del 1997 è stato calcolato anche il costo medico dei pazienti affetti da osteoartrosi rispetto a controlli senza osteoartrosi, escludendo i costi correlati alla perdita di produttività. I primi sono risultati richiedere un numero di giorni di assistenza medica 3 volte superiore ai controlli, incorrendo in spese significativamente superiori per assistenza domiciliare ed ausili medici: 726 USD contro 335 USD / persona.
In generale i pazienti affetti da osteoartrosi richiedono anche assistenza informale (fino al 64% dei casi) e la disabilità conseguente può comportare una riduzione della capacità lavorativa del 20% per gli uomini e del 25% per le donne
Relativamente all’Italia non esistono molti dati sull’argomento. Nel 1994 è stata effettuata una stima per il costo sociale dell’assistenza ai pazienti osteoartrosici: escludendo il costo derivante dalla perdita di produttività, la valutazione economica è stata pari a circa 12 mila miliardi di lire.
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