mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
30 Gennaio 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DELLA DOTT. BIANCA CANESI

Con l’andare del tempo la malattia colpisce tutta l’articolazione (ossa, membrana sinoviale), causando quello che è stato definito “scompenso articolare”: dolore, difficoltà funzionali legate all’utilizzo delle articolazioni, deformità articolare. Disabilità, handicap compromettono gravemente la qualità della vita delle persone affette da artrosi e spesso ne limitano l’autonomia.
L’artrosi è una delle malattie più diffuse al mondo: colpisce la maggior parte delle persone con età superiore ai 65 anni e si calcola che riguardi almeno l’80% degli ultrasettantacinquenni. I costi dell’artrosi sono molto alti: ogni anno in Italia la spesa totale legata alla malattia è di oltre 13mila miliardi e mezzo, di cui quasi 11mila per gli indennizzi di invalidità, 944 per le prestazioni ambulatoriali, 859 per i farmaci, 686 per le indennità di malattia, 224 per i ricoveri ospedalieri.
In genere si distingue tra artrosi primaria e secondaria: la prima non ha una causa definita e viene considerata una malattia determinata da un difetto intrinseco della cartilagine articolare e in particolare delle cellule che la compongono, chiamate condrociti. L’artrosi primaria è più diffusa nel sesso femminile: colpisce più frequentemente le articolazioni delle mani, le ginocchia e la colonna vertebrale.
L’artrosi secondaria complica svariate situazioni patologiche che finiscono con il danneggiare la cartilagine nella sua struttura e nel suo metabolismo: ad esempio, traumi, deformazioni ossee, malattie metaboliche, ecc.
Il meccanismo alla base del danno articolare è comune a tutte le forme di artrosi: la degenerazione e l’erosione della cartilagine articolare appare dovuta all’azione di enzimi (metalloproteasi) che derivano in massima parte dalle cellule cartilaginee e in misura minore dalle cellule sinoviali ed ematiche. Questi enzimi sono in grado di agire sui costituenti della cartilagine (proteoglicani e collagene), causandone la degenerazione e l’erosione. Questo processo determina la liberazione di frammenti e detriti nella cavità articolare: come conseguenza si verifica una reazione infiammatoria a carico della membrana sinoviale.
Il trattamento dell’artrosi consta di parecchi provvedimenti: la terapia farmacologica che è solitamente diretta al controllo o alla diminuzione dei sintomi – dolore e infiammazione – mediante l’uso di farmaci antiinfiammatori e analgesici. Questi farmaci sono però spesso causa di effetti collaterali (gastroenterici, renali, ecc.) talora particolarmente severi, in particolar modo nelle persone anziane.
Fino ad ora non esistevano farmaci di documentata efficacia capaci di modificare la storia delle malattia, la sua progressione e quindi di limitare o sanare il danno alla cartilagine. La fisiochinesi terapia, l’uso di ausili, alcune misure dietetiche e le terapie alternative sono ampiamente utilizzati nella cura dell’artrosi con risultati talora controversi (in genere si tratta di studi non controllati).
Nelle forme più avanzate di artrosi la soluzione terapeutica più efficace è il trattamento chirurgico: va riservato ai casi con acuta sintomatologia dolorosa che non risponde alla terapia e/o causa gravi limitazioni funzionali. Il trattamento chirurgico è estremamente costoso di per sé e porta a spese aggiuntive per l’ospedalizzazione e la riabilitazione.
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