lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
30 Gennaio 2001

I DIVERSI TIPI DI ARTROSI

L’artrosi del ginocchio colpisce preferibilmente le donne, soprattutto se obese. Inizi di artrosi sono stati rinvenuti nel 35 per cento delle ginocchia di donne trentenni.

L’ARTROSI DELL’ANCA (coxartrosi)
Viene diagnostica in genere dopo i cinquanta anni, ma se è conseguente a traumi o lesioni può fare la sua comparsa anche molto prima. Il dolore può essere localizzato in diverse parti del corpo: nella faccia laterale della coscia; nella parte anteriore della coscia, dall’inguine fino al ginocchio; nell’inguine; nella parte interna della coscia; nei glutei. Con il passare del tempo questa malattia impedisce un numero sempre crescente di movimenti: infilarsi le calze e le scarpe, tagliarsi le unghie dei piedi, allargare le gambe, fare le scale, camminare su terreni sconnessi, posizionare il piede nella posizione voluta.

L’ARTROSI CERVICALE
E’ una delle forme di artrosi più diffusa e più diagnosticata, anche se molto spesso, contrariamente a quanto si crede, questa malattia rimane silente.
In molti casi infatti la persona che soffre di artrosi al collo avverte soltanto qualche doloretto muovendo la testa, oppure ogni tanto è soggetta a un po’ di mal di testa: questi sintomi possono essere ritenuti del tutto normali e non allarmanti e così la persona continua indisturbata la sua attività, senza sapere che la sua cervicale è minacciata dall’avanzare dell’artrosi. In altri il dolore è invece subito molto forte limitando drammaticamente le attività funzionali: il malato non riesce a muovere la testa o a piegare il collo. Addirittura capita che le fitte dolorose si irradino fino alla spalla, al braccio, alla mano, alle dita e al torace.
A lungo andare la presenza dell’artrosi alla cervicale può provocare problemi di deglutizione, oppure concretizzarsi in malattie più complesse, come per esempio, la sindrome di Barré-Lieou, che si manifesta con mal di testa, vertigini, ronzii auricolari e disturbi della visione.

LA LOMBARTROSI
Da non confondersi con la lombalgia, che generalmente passa nell’arco di qualche giorno o al massimo di qualche settimana, questa malattia è caratterizzata da un esordio graduale: giorno dopo giorno, il dolore diventa sempre più intenso. Inoltre le fitte dolorose tipiche dell’artrosi aumentano con l’esercizio fisico, o semplicemente quando si sta a lungo in una posizione eretta, mentre diminuiscono con il riposo.

L’ARTROSI DELLA MANO
Le mani sono una delle zone “predilette” dall’artrosi. Nei casi più avanzati può capitare che le ultime falangi, quelle più esterne si pieghino e le dita assumono al caratteristica forma a “martello”. Questo tipo di artrosi colpisce spesso le persone che per anni hanno praticato attività manuali: artigiani, manovali, chi lavora molto al computer.
Quando la malattia colpisce il pollice, allora diventa molto difficile svolgere qualsiasi azione, perché la mano non ha più presa. Capita così che le persone colpite da questa malattia non riescano più ad afferrare gli oggetti e a svolgere le mansioni di tutti i giorni: pettinarsi, radersi, vestirsi e così via.

L’ARTROSI DEL POLSO
Rispetto alla diffusione dell’artrosi della mano, quella del polso, inspiegabilmente, è molto minore. Le forme possono essere sia primitive, cioè senza una causa apparente, oppure secondarie, cioè derivanti da fattori esterni. Le forme secondarie sono di solito causate da traumi, da atteggiamenti sbagliati, da sovraccarico di lavoro. Questa forma infatti colpisce preferibilmente i pianisti e chi scrive molto al computer, insomma le persone che tutti i giorni “sfruttano” questa articolazione. Si manifesta dapprima attraverso una crescente rigidità del polso, accompagnata da dolori.

L’ARTROSI DEL GOMITO
E’ piuttosto rara e quasi sempre è di origine secondaria, cioè causata da traumi e lesioni. Colpisce prevalentemente gli uomini che per anni hanno lavorato utilizzando martelli pneumatici, seghe a motore e perforatrici. In questi casi il dolore può essere anche molto intenso e con il passare degli anni può risultare difficile stendere completamente il braccio.
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