martedì, 24 novembre 2020
Medinews
6 Aprile 2001

GLI INDICATORI DI ANSIA

-“Non posso tenere questa conferenza domani perché so che sarò tanto nervoso da dimenticare cosa dovrò dire. Immagino già come sarà… Tutti quegli occhi su di me, tutta quella gente che sa quanto io sia nervoso ed inadeguato”.

-“Quel lavoro è stato creato proprio per persone con le mie capacità. Dovrei fare il colloquio di assunzione. Ma potrei bloccarmi e rendermi ridicolo. Non posso sopportare di fare una brutta figura durante il colloquio. Ciò sarà spaventoso ed umiliante”.

-“Ogni volta che lascio la casa, il mio cuore accelera. Sono sicuro che avrò un attacco cardiaco. Esattamente come mio padre che è morto di infarto”.

Questi sono solo alcuni esempi di pensieri e sentimenti che opprimono le persone che soffrono di ansia e di attacchi di panico. Dal momento che sia l’ansia che il panico sono l’accentuazione della sensazione di paura, essi indicano il timore di pericolo o minaccia al proprio benessere. Questo senso di minaccia si esprime con molte sensazioni fisiche – il “linguaggio corporeo” dell’ansia – che possono diventare a loro volta motivo di preoccupazione:

· respiro rapido,
· palpitazioni,
· vertigini,
· nausea,
· cefalea,
· sudorazione,
· bocca secca,
· nodo alla gola,
· dolori muscolari,
· oppressione toracica o gastrica,
· sensazioni di sbandamento,
· confusione,
· vampate di calore o brividi di freddo,
· affanno.

Quando lo stato d’ansia è prolungato, questi sintomi possono sembrare una malattia o un handicap. Una delle cose più importanti da memorizzare per una persona
gravemente ansiosa è che le sensazioni che sta provando non sono pericolose.
Il polso che corre o il cuore che batte, le vertigini o la nausea, il desiderio di gridare o piangere o battere sul tavolo: nessuna di queste reazioni fisiche o emotive indica che la persona è pericolosamente malata o sta per diventare pazza.
Sono soltanto sensazioni spiacevoli e fastidiose. Ma possono essere tollerate fino a che andranno via. E andranno via.
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