domenica, 29 novembre 2020
Medinews
22 Maggio 2001

I TUMORI OSSEI

Durante il periodo del trattamento i ragazzi in età scolare non sono quasi mai in grado di frequentare le relative classi nelle scuole di provenienza anche quando non sono ospedalizzati. L’impossibilità di garantire la frequenza scolastica é spesso dovuta all’alterazione dei valori ematologici (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine); a volte invece la causa é direttamente legata alla presenza della malattia che, nel periodo preoperatorio, altera la resistenza dei segmenti ossei interessati con un elevato rischio di fratture e, dopo l’intervento chirurgico, comporta spesso l’applicazione di ingombranti apparecchi gessati.
Da un’indagine condotta su 211 pazienti in età scolare, ospedalizzati per lunghi periodi di chemioterapia nel decennio 1985-1995, è emerso che più del 40% dei pazienti di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, abbia subìto un ritardo di uno o (in un terzo dei casi) persino di due anni scolastici. Nella risposte al questionario sui problemi di studio incontrati durante la malattia, molti pazienti e genitori hanno lamentato la frequente indifferenza e scarsa capacità di sostegno degli istituti scolastici di provenienza. L’interruzione del normale percorso educativo può quindi rappresentare per questi ragazzi un’ulteriore, ingiustificabile penalizzazione; la perdita del rapporto con la propria classe e con gli insegnanti aumenta il senso di isolamento e concorre a restringere tutta l’attenzione dei paziente sulla malattia.
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