Medinews
10 Settembre 2001

I VARI TIPI DI EPATITE VIRALE

Epatite A
In passato chiamata Epatite Infettiva, è più comune nei bambini dei paesi del terzo mondo, ma è ancora abbastanza frequente anche nel mondo occidentale.
§ Epidemiologia: in Italia i più colpiti sono i ragazzi tra i 15 e i 24 anni, soprattutto maschi e residenti al Sud.
§ Caratteristiche: l’epatite A solitamente è un’infezione benigna, con un periodo di incubazione inferiore al mese. L’infezione guarisce in poche settimane e non cronicizza mai. Raramente può avere un decorso cosiddetto “fulminante” e quindi mortale. Può essere più pericolosa se contratta da adulto.
§ Come si trasmette: il virus dell’Epatite A viene escreto con le feci ed entra nell’organismo attraverso la bocca (contatto oro-fecale). Ciò si può verificare attraverso il contatto diretto con le feci di una persona infetta oppure attraverso la contaminazione del cibo, dell’acqua, dei molluschi crudi, delle mani e degli utensili con materiale fecale infetto.
§ Evoluzione: è causa di circa la metà di tutte le epatiti virali acute (in media 3.300 casi ogni anno, in Italia con oscillazioni tra i 1700 e 10.000 casi all’anno).

Epatite B
Un tempo chiamata Epatite da Siero è la più comune forma di epatite
§ Epidemiologia: malgrado l’introduzione della vaccinazione obbligatoria, si stima che nel mondo ci siano oltre 300 milioni di portatori del virus B e circa 1650 nuovi casi l’anno.
§ Caratteristiche: il virus B può causare una seria forma di epatite acuta ed è la causa principale di epatite fulminante in Italia (un forma manifestazione molto grave che si presenta in meno dell’1% dei casi di epatite acuta) ed ha un periodo di incubazione che varia da 20 giorni a 6 mesi e spesso non dà sintomi specifici se non sintomi simil-influenzali.
§ Come si trasmette: è trasmessa mediante trasfusioni di sangue o aghi contaminati; dalla madre al bambino all’atto della nascita o subito dopo la nascita; attraverso il contatto sessuale. Tuttavia in un terzo dei pazienti infetti le modalità di trasmissione sono sconosciute. In casi rari l’epatite B può anche essere trasmessa utilizzando spazzolini da denti o lime da unghie contaminate con sangue infetto.
§ Evoluzione: l’Epatite B cronicizza nel 10% dei soggetti infetti. La epatite virale cronica dà luogo a cirrosi epatica nel 10-20% dei soggetti dopo un lungo periodo di 10-40 anni. Il 2-3% dei cirrotici ogni anno sviluppa un epatocarcinoma.

L’Epatite C
§ Una volta conosciuta come “Epatite non-A, e non-B”, in Italia è oggi la forma più frequente di epatite cronica.
§ Epidemiologia: colpisce circa 2.000.000 persone, soprattutto adulti o anziani, che hanno contratto l’infezione decine di anni fa in seguito a trasfusioni o a contatto con aghi o materiale sanitario infetto. In Italia si registrano circa 1.000 nuovi casi di epatite C ogni anno.
§ Caratteristiche: la forma acuta è quasi sempre asintomatica ed ha un periodo di incubazione dai 10 giorni agli 8 mesi (in media 40 giorni).
§ Come si trasmette: direttamente da una persona all’altra per contatti ematici o attraverso aghi contaminati. La trasmissione sessuale e la diffusione madre-figlio non sono comuni. Raramente l’epatite C può anche essere trasmessa utilizzando spazzolini da denti o lime da unghie contaminate con sangue infetto.
§ Evoluzione: nel 70-75% dei casi l’epatite C tende a cronicizzare. Come l’epatite cronica B, la forma cronica ha una probabilità del 20% di evolvere in cirrosi nell’arco di 15-40 anni circa il 2-3% dei cirrotici l’anno presenta cancro del fegato. L’insufficienza epatica da cirrosi da virus C è la causa principale di trapianto di fegato in Italia.

Le altre epatiti
Ci sono altre forme, meno comuni, di epatite. Tra queste:
§ Epatite D: è una forma molto grave che può essere presente solo in pazienti già infetti da epatite B.
§ Epatite E: ha vie di trasmissioni e manifestazioni simili all’epatite A
§ Epatite non A non E: ancora devono essere identificati il/i virus responsabili di alcune epatiti a trasmissione parenterale che non sono attribuibili a nessuno dei virus epatite noti:. Negli ultimi anni sono stati indicati alcuni virus “candidati” a questo ruolo ma per nessuno di questi è stata raggiunta una evidenza conclusiva.
§ Altri virus: possono infettare il fegato anche i virus erpetici, compresi i virus herpes simplex, i virus della varicella, i virus della mononucleosi infettiva.
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