lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
29 Novembre 2001

DISTURBI PSICHICI E FARMACOTERAPIA

Oltre la disabilità, le malattie psichiche sono responsabili di aumento di mortalità significativa quando è presente in pazienti affetti da malattie internistiche impegnative. Ad esempio la comorbilità depressione e malattie cardiache (infarto, angina, scompenso) comporta un aumento di mortalità 3 – 4 volte superiore rispetto ai controlli. Lo stesso avviene in presenza di tumori, Parkinson, AIDS, diabete.
L’Area Psichiatria della SIMG, coordinata al livello nazionale dal dott. Giuseppe Leggieri, in questi ultimi anni si è posta come obiettivi: 1) migliorare le performance diagnostiche e terapeutiche del medico di medicina generale; 2) migliorare la gestione complessiva e nel tempo di questo tipo di pazienti; 3) costruire una collaborazione ed un collegamento efficaci con gli specialisti di riferimento e con i Servizi di Salute Mentale del territorio.
Per quanto riguarda il primo punto si è visto che l’ostacolo principale per un buon riconoscimento di un paziente affetto da disturbo psichico è la scarsa capacità di comunicazione di alcuni medici, per cui la SIMG ha organizzato Corsi di formazione e Corsi di perfezionamento universitari sull’acquisizione delle capacità comunicative e sul corretto utilizzo di un colloquio centrato sul paziente e sui problemi. Questi training si sono dimostrati particolarmente efficaci e molto specifici per la medicina di famiglia.
Dal punto precedente, fondamentale per preparazione professionale del medico, ne consegue il miglioramento nella gestione di questi pazienti così come per i pazienti affetti da altre malattie croniche invalidanti e che rappresentano il primo problema di qualsiasi Sistema Sanitario.
Sulla ricerca della migliore collaborazione e collegamento con i SSM, la SIMG insieme alla Società Italiana di Psichiatria (SIP) ha presentato vari modelli organizzativi ed illustrato le iniziative locali alla Prima Conferenza Nazionale sulla Salute Mentale del 2000. L’impegno di circa 150 medici generali SIMG su tutto il territorio nazionale sta apportando significative esperienze e sta determinando anche la consapevolezza degli Amministratori su questo punto, ad esempio la Regione Emilia Romagna ha inserito nei Piani attuativi con delibera la necessità di sviluppare in tutte le ASL questo tipo di Servizio dedicato al rapporto con il medico di famiglia. Nei centri pilota, la collaborazione e collegamento psichiatri-medici generali ha comportato una formazione reciproca, migliore riconoscimento da parte dei medici dei disturbi dell’umore ed anche una gestione più efficace sui disturbi più gravi (psicosi) che prima erano gestiti solo dagli psichiatri.
In questo Congresso, nell’ambito degli obiettivi esposti, si focalizza l’attenzione dei medici di famiglia sugli aspetti farmacologici: quando usare i farmaci, in quale paziente, in quale momento della sua vita; quali farmaci, come usarli, per quanto tempo; quali sono gli effetti collaterali, quali le possibili interferenze con altre terapie (vedi anziani), come ricercare il consenso e come trasmettere le informazioni sulla malattia e sulla prognosi; il rapporto costo-benefici (ricordando che nel 2020 secondo la Banca Mondiale i disturbi psichici saranno al primo posto per utilizzo delle risorse, richiamando i Governi ad approntare i piani necessari).
Il medico di medicina generale non sarà più solo nei confronti dei disturbi psichici se saprà essere consapevole del suo alto valore clinico terapeutico che già svolge quotidianamente, anche se poco visibile e poco valutato sia in ambienti accademici che amministrativi, e saprà sempre di più confrontarsi con gli specialisti nell’ambito di una conoscenza e formazione permanente comuni.
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