Medinews
21 Settembre 2001

IL PROF. VIGNOLA: “LA BPCO RAPPRESENTA LA PRIMA CAUSA DI RICOVERO PNEUMOLOGICO”

Se si considera l’impatto a livello assistenziale, dei costi umani e dei costi sociali, si nota un interesse limitato della comunità medica in quanto la BPCO è considerata una conseguenza naturale che accompagna la vita del fumatore. In realtà è un’importantissima causa di morbilità, di invalidità e di ricoveri. Costituisce, infatti, la prima causa di ricovero pneumologico, una significativa causa di ricovero internistico e motivo non infrequente di accesso alla terapia intensiva. Non ultimo implica importanti assenze dal lavoro e ricadute sociali.
La prevalenza della malattia è in aumento, ma purtroppo non viene riconosciuta spesso.
Un intervento precoce permette di migliorare la qualità di vita, di ridurre le riacutizzazioni e, in qualche caso, di riportare la funzionalità respiratoria a livelli accettabili.

Mortalità, morbidità e prevalenza in Italia della BPCO

Dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, le malattie dell’apparato respiratorio rappresentano la terza causa di morte in Italia, di cui 50-55% per BPCO.
Negli ultimi anni i tassi di mortalità per BPCO per 100.000 persone si sono attestati stabilmente intorno a valori di 30 per 100.000; in numero assoluto si tratta di valori compresi fra 18.747 del 1993 e 18.097 del 1996 (dati ISTAT), con valori più elevati nelle zone urbane rispetto a quelle rurali.
La BPCO è la patologia respiratoria con il maggior numero di dimissioni ospedaliere, attestandosi in quinta posizione, se si escludono le patologie chirurgiche. Fra le prime 100 diagnosi, la patologia respiratoria più frequente è la bronchite cronica ostruttiva, con 97.869 casi, corrispondenti all’1.07% del totale e 1.034.933 di giorni di ricovero ospedaliero (media = 10.57 giorni).

Nell’indagine condotta nel Delta del Po i maschi risultavano avere una prevalenza di bronchite cronica crescente, partendo dallo 0.5% (26–35 anni) fino ad arrivare all’11% (56–65 anni). Questa correlazione diretta era evidente anche nella popolazione femminile. Analogo andamento risultava per maschi e femmine con enfisema polmonare. Al momento attuale non sono disponibili dati epidemiologici attendibili (obbiettive difficoltà e costi elevati correlati alla loro raccolta).
È impressione generale che prevalenza e morbilità della BPCO tendano a sottostimare ampiamente l’impatto della malattia in quanto viene per lo più identificata quando diviene marcatamente sintomatica e quindi in stadi piuttosto avanzati.

Trattamento non ottimale: Aspetti Socio-Economici

Il rapporto costo-beneficio degli interventi in malattie croniche quali la BPCO è di estrema importanza nella valutazioni dei costi sanitari. La realizzazione delle linee guida, nella pratica, può identificare un costo aggiuntivo non indifferente, per cui, c’è una certa riluttanza ad adottarle a meno che non siano accompagnate dall’evidenza che possono rappresentare un significativo ritorno in termini di salute.
I dati in letteratura circa il rapporto costo-beneficio dei principali interventi terapeutici nella BPCO sono scarsi. Negli anni più recenti disponiamo di soli due studi con risultati piuttosto conflittuali. Risulta, a questo punto, evidente la necessità di disporre di ulteriori studi specifici di tipo farmaco-economico.
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