sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
6 Ottobre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. VELIERO MENICAGLI

trapiantati di fegato e l’Azienda ospedaliera pisana. Perché siamo tutti coinvolti.
L’evoluzione di un’epatite o di una patologia epatica in cirrosi è lentissima, dell’ordine dei decenni. Conoscere quali sono i comportamenti a rischio, informarsi sulla propria storia familiare e rivolgersi con fiducia al proprio medico di medicina generale sono accorgimenti indispensabili per evitare che il danno al fegato sia talmente severo e protratto nel tempo da impedire la rigenerazione cellulare e sviluppare una cirrosi. Una malattia contro la quale non esistono terapie efficaci e che va combattuta con la prevenzione. ‘Ognuno di noi’, nell’ambito della campagna di prevenzione della cirrosi distribuisce alla popolazione un opuscolo in cui si spiega cos’è questa malattia, come si manifesta, come si cura e quali sono i fattori di rischio e le cause del contagio. L’uso moderato dell’alcool (inferiore ai 40 gr. Al giorno), la vaccinazione anti epatite B e la diagnosi precoce dell’epatite sono il mezzo che abbiamo per ridurre i fattori di rischio. Gli atteggiamenti a rischio? L’uso di droghe per via endovenosa, punture accidentali con aghi o strumenti contaminati da sangue infetto, tatuaggi, manicure, pedicure e piercing effettuati con strumenti non sterilizzati, rapporti sessuali non protetti con partners occasionali. Non si devono fare, inoltre, esami di propria iniziativa o in base a quanto riferito da conoscenti: potrebbero essere non pertinenti e rappresentare una spesa inutile. Consultate sempre il vostro medico di famiglia.
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