giovedì, 18 agosto 2022
Medinews
23 Maggio 2001

L’UMBERTO I RIPARTE DAL CUORE: INAUGURATO OGGI IL NUOVO PADIGLIONE DI CARDIOPNEUMOLOGIA

Il padiglione è dotato di tutte le apparecchiature per la diagnostica non invasiva cardiovascolare e respiratoria: elettrocardiografia standard e dinamica, 5 ecocardiografi di ultima generazione, 3 cicloergometri, strumentazione per la diagnostica fisiopatologica respiratoria e per lo studio delle tecniche di aerosol-terapia. Tra le attrezzature spicca in modo particolare la nuova sezione di emodinamica e di cardiologia interventistica dotata di strumentazione di ultima generazione che utilizza tecnica digitale per l’elaborazione e l’archiviazione delle immagini coronarografiche. Anche l’unità di cura intensiva coronarica è stato completamente rinnovata; si prevede di aumentare del 50% gli attuali 400 interventi di angioplastica, l’intervento terapeutico post-infartuale che ha dimostrato di avere successo nel 95% dei pazienti, contro il 50-60% della trombolisi che si ottiene con la terapia farmacologica.
Non è comunque il dato quantitativo quello che principalmente qualifica la nuova struttura ma, come spiega il Direttore del Dipartimento, prof. Francesco Fedele “l’approccio integrato multidisciplinare alle patologie cardio-polmonari e l’organizzazione secondo il modello di Dipartimento Integrato, che prevede lo stretto coordinamento dell’attività assistenziali con quelle didattiche di ricerca, permette di stabilire una stretta rete di scambio di dati all’interno del reparto, con le altre strutture sanitarie, con i cardiologi del territorio e con i medici di famiglia, per una gestione coordinata intra ed extra ospedaliera; questo nuovo modello di cardiologia integrata assicurerà i più alti standard di cura anche alle regioni del centro-sud”.
L’applicazione di questo modello renderà sicuramente più efficace la prevenzione e la cura della patologia ischemica che colpisce 160mila persone l’anno in Italia nella fascia di età compresa tra 35 e 64 anni, una ogni 3-4 minuti. Solo nel Lazio i malati ischemici sono 20.000, mentre quelli con insufficienza sono 13.000. “Ma quello che più preoccupa – continua il prof. Fedele – è la sempre più frequente osservazione di pazienti asintomatici affetti da coronaropatia: in questi casi la stratificazione del rischio e il dato morfologico funzionale delle condizioni delle coronarie rappresentano i punti di riferimento basilari per decisioni obiettive nei riguardi della terapia”.
Per questo motivo l’attività scientifica del Dipartimento è incentrata sulla migliore comprensione dei meccanismi fisiopatologici responsabili della cardiopatia ischemica. Il progetto più rilevante del Dipartimento è il DinaCor (studio dinamico del flusso coronarico), che serve a costruire una modellizzazione matematica computerizzata della rete arteriosa coronarica e validare un punteggio clinico–strumentale per l’individuazione di soggetti a rischio non solo di eventi coronarici acuti ma anche di complicazioni post-infartuali, quali alterazioni della geometria ventricolare che possono provocare insufficienza cardiaca. Il progetto, promosso unitamente all’IFA (Fondazione Internazionale Angiomedica Onlus di Roma), si svilupperà nell’arco di 5 anni con il supporto di una serie di iniziative denominate “Cuore D’Oro”.
“La costruzione di questo nuovo padiglione – dice il dott. Tommaso Longhi, direttore generale dell’Umberto I – rientra nel progetto di riqualificazione ambientale dei settori assistenziali del Policlinico, a cui diamo la massima importanza. Ora la cardiologia non solo ha maggiore disponibilità di spazi e un’unitarietà di reparti che prima non aveva, ma viene così a collocarsi vicino ai servizi di emergenza, in contiguità spaziale e in continuità funzionale con le malattie respiratorie. In questo modo si crea un vero e proprio dipartimento cardiorespiratorio, attrezzato con le più moderne tecnologie che ci colloca tra le migliori strutture nazionali”.
“Con l’apertura di questo padiglione – conclude il prof. Giuseppe D’Ascenzo, Magnifico Rettore dell’Università di Roma “La Sapienza” – possiamo finalmente contare su un’assistenza sanitaria avanzata di livello europeo: un sistema d’insieme che ci consente di condurre un’indagine completa sul paziente, specie nella connessione tra l’apparato respiratorio e l’apparato cardiovascolare, che fino ad ora non era possibile fare. Spero inoltre che l’apertura anche di altre strutture all’interno del Policlinico permetta finalmente di riqualificare l’ospedale e riportarlo piano piano verso quell’eccellenza che gli è sempre stata riconosciuta”.
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