domenica, 29 novembre 2020
Medinews
28 Settembre 2001

IL PROGETTO ‘CUORE VIVO’, UNA STORIA MODENESE

Al termine della fase sperimentale, previa valutazione dell’esperienza, la Centrale Operativa ha esteso agli infermieri operanti nel sistema d’emergenza provinciale – per gradi e dopo idoneo addestramento – l’applicazione di tale procedura operativa.
L’obiettivo era (ed è tuttora) quello della riduzione della mortalità e degli esiti invalidanti che l’incidenza della morte improvvisa comporta.
L’introduzione dei nuovi profili professionali, l’abolizione del mansionario infermieristico ed il nuovo codice deontologico hanno facilitato l’avanzamento ed il completamento del progetto: attualmente oltre il 95 % degli infermieri professionali che operano nell’emergenza territoriale è addestrato ad eseguire la manovra salvavita mediante i defibrillatori semiautomatici.
Tutto ciò non è purtroppo sufficiente: i tempi di arrivo dei mezzi di soccorso pubblici sul luogo dell’evento non sempre consentono di eseguire la manovra in tempo utile, sia a causa delle risorse umane e di mezzi a volte insufficienti, sia per la vastità del territorio interessato dagli interventi di emergenza.
Per migliorare il servizio di pronto soccorso cardiovascolare nasce così l’esigenza di un progetto di accesso pubblico alla defibrillazione precoce in provincia di Modena.
L’obiettivo principale è quello di istituire sul territorio modenese e gradualmente nelle altre zone della provincia, una rete di defibrillatori semiautomatici che possano essere utilizzati da cittadini addestrati ed abilitati.
A tal fine è nata l’iniziativa denominata “Cuore vivo”, di cui è promotrice l’Associazione di volontariato “Gli Amici del Cuore”, mentre l’interfaccia pubblica è il sistema di emergenza-urgenza provinciale 118, che darà il necessario supporto logistico – organizzativo, in sinergia con le due Aziende Sanitarie.
Il progetto è stato presentato presso l’Accademia Militare di Modena il 21 ottobre scorso ed ha ricevuto ampio consenso ed il coinvolgimento di Istituzioni, Associazioni di Volontariato, CRI e Misericordie, Enti pubblici e privati cittadini.
Vero e proprio motore del progetto è stata l’Associazione “Gli Amici del Cuore” non solo nella persona del suo Presidente, il prof. Gianni Spinella, ma anche con tutti i suoi iscritti che con entusiasmo, sensibilità e grande impegno hanno cercato di diffondere a tutti i livelli il significato e l’importanza della defibrillazione precoce.
Attualmente è stato completato l’addestramento dei volontari di sei amministrazioni pubbliche che hanno aderito alla prima fase del progetto e che quanto prima saranno autorizzati alla procedura operativa; si sta programmando inoltre l’adddestramento di alcuni volontari della Confraternita di Misericordia di Modena e della Croce Rossa Italiana.
Sono in dirittura d’arrivo anche i progetti che riguardano la Polizia di Stato, il Comune di Campogalliano, la Coop Estense, il Comune di Modena.
L’atto determinante per il proseguimento ed il successo dell’iniziativa è avvenuto l’8 marzo 2001: quale ultimo atto del Parlamento prima dello scioglimento delle Camere, è stata approvata la legge sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambito extraospedaliero da parte di personale sanitario non medico e da parte di personale non sanitario.
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