venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
26 Giugno 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. GIUSEPPE IPPOLITO

Per questi motivi le persone arruolate nello studio ICONA si presentavano come una popolazione ideale per valutare i comportamenti di chi vive oggi con l’infezione da HIV, le modificazioni nel tempo dei comportamenti e per valutare il possibile impatto delle terapie sui comportamenti stessi.

Alle persone che hanno accettato di partecipare allo studio ICONA è stato proposto di rispondere, in modo strettamente riservato, ad un questionario che raccoglieva informazioni su:1) caratteristiche sociodemografiche; 2) profilo dello stato di salute, che comprendeva informazioni relative all’esecuzione del test HIV; 3) storia del comportamento relativo all’attività sessuale e all’uso di droghe; 4) la percezione della salute, inclusa un’autovalutazione della salute personale; 5) la percezione del rischio di trasmissione dell’HIV; 6) le fonti di informazione sull’HIV/AIDS e la presenza di un supporto psicosociale; 7) la conoscenza relativa alle nuove terapie antiretrovirali; 8) l’impatto della sieropositività sulle relazioni sociali; 9) una scala sulla qualità di vita.

Oltre 2400 persone hanno compilato il questionario. L’analisi dei dati raccolti all’inizio dello studio ha tra mostrato che:
· esiste una notevole variabilità del comportamento sessuale delle persone con infezione da HIV ed una quota rilevante (circa il 40% riferisce meno di 5 partner sessuali nell’intera vita) questo indica che gli interventi di counseling devono essere fortemente individualizzati e non programmati ragionando per “categorie” ( i tossicodipendenti, gli omosessuali, gli eterosessuali)
· in particolare le donne che non hanno mai fatto uso di droghe riferiscono nella maggior parte dei casi (circa l’80%) di essere state contagiate dal loro partner abituale e vanno quindi considerate persone ad alta vulnerabilità piuttosto che persone con comportamenti ad elevato rischio
· viene riportato l’uso del profilattico nell’ultimo rapporto sessuale in una alta percentuale di casi .

Utilizzando anche i dati di un secondo questionario compilato a sei mesi dall’inizio dello studio sono state confrontate le risposte fornite da 597 persone che avevano iniziato la terapia antiretrovirale subito dopo l’inizio dello studio con quelle date da 607 persone che non erano ancora in terapia al momento del secondo questionario. I risultati principali di questa analisi sono:
· La proporzione di persone sessualmente attiva rimaneva stabile sia in coloro che avevano iniziato (70% all’inizio dello studio e 71% dopo sei mesi) che in coloro che non avevano iniziato la terapia (85% e 82%),
· Tra le persone sessualmente attive l’uso del profilattico aumentava in modo significativo tra le persone in terapia (dal 64% al 75%) ed in misura minore tra le persone non in terapia (dal 72 al 75%).
· La proporzione di persone che riferivano almeno un nuovo partner sessuale nei primi sei mesi dello studio era simile tra chi era o non era in terapia.

In definitiva i nostri risultati non suggeriscono che l’inizio di una terapia antiretrovirale possa determinare, almeno nel breve termine, una minore attenzione nei confronti della necessità di adottare comportamenti che riducano il rischio di acquisire o trasmettere infezioni. E’ anzi possibile che la coscienza della possibilità di curare l’infezione da HIV aumenti la capacità individuale di adottare comportamenti protettivi verso la propria salute e quella altrui.
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