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25 Gennaio 2000

SCONFIGGERE IL DOLORE NEI BAMBINI CON CANCRO, PRONTE LE LINEE GUIDA INTERNAZIONALI DELL’OMS

Saranno diffuse in Italia dall’Istituto UPSA del Dolore in dieci convegni

Ogni anno in Italia si ammalano di tumore 130-140 bambini ogni 1.000.000 al di sotto dei 15 anni. In base alle statistiche che indicano tra gli 8 e i 9 milioni la popolazione di quella fascia d’età, si stima che i minori colpiti da una forma neoplastica siano tra i 1.100 e i 1.300. Le leucemie sono le più diffuse (33%), seguite dai tumori del sistema nervoso centrale (22%), dai linfomi (12%), neuroblastomi (7%), sarcomi dei tessuti molli (7%) e dai tumori ossei (6,4%).
La frequenza delle diverse neoplasie pediatriche varia con l’età. Sotto i 5 anni sono frequenti le leucemie, mentre è raro il linfoma; dopo i dieci a questo rapporto si inverte. Per quanto riguarda il sesso, la possibilità di ammalarsi di un tumore infantile è maggiore nei maschi rispetto alle femmine e interessa tutti i principali tipi di neoplasie. Un dato in questo senso lo fornisce il Registro dei tumori infantile del Piemonte: i tassi d’incidenza del periodo 1967/1994 sono stati 15,2 bambini e 12,9 bambine ogni 100.000. Per alcuni tipi di tumore la frequenza rispetto al sesso è piuttosto rilevante. Il tasso di incidenza dei linfomi di Hodgkin è stato in quel periodo di 8 maschi e 4,5 femmine, mentre per i linfomi non-Hodgkin è stato 14,9 maschi contro 4,7 femmine.
“Oggi, grazie agli enormi progressi della medicina – spiega il prof. Vittorio Ventafridda, direttore dell’Istituto UPSA del dolore e dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano – la metà di questi bambini guarisce. La difficoltà di comunicazione dovuta all’età rende però problematico valutare la sofferenza di queste creature. Perciò quasi la totalità dei bambini va incontro a dolori dovuti sia ai trattamenti che alla progressione del male. Il problema è grave perché il dolore lascia una ricordo che rimane per tutta la vita in quelli che sopravvivono e guariscono, e rende più penosa la vita terminale. Cosciente di ciò, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con l’aiuto di esperti mondiali, rappresentati nei cinque continenti, ha redatto le linee guida per controllare il dolore, sia attraverso mezzi farmacologici che comportamentali. Le raccomandazioni che vengono offerte – prosegue il prof. Ventafridda – sono importanti poiché, da un lato, sfatano le paure sui farmaci oppioidi come la morfina, paure che impediscono agli operatori sanitari di controllare i dolori, e dall’altro danno un consiglio per un approccio corretto agli infermieri, ai medici e alle famiglie”.
“Le Linee Guida – aggiunge il dott. Luigi Saita dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – vogliono rappresentare uno strumento di educazione sanitaria e di sensibilizzazione socio-politica in modo da aumentare la consapevolezza pubblica dei problemi che possono affliggere i bambini ammalati di cancro e le loro famiglie e poter garantire la prescrizione e l’approvvigionamento degli analgesici oppioidi. Le cure per i bambini con cancro includono le terapie curative, la gestione del dolore ed il controllo dei sintomi, accompagnati da un compassionevole supporto sia ai bambini che ai loro familiari. La diagnosi di cancro cambia infatti improvvisamente la vita di tutti i membri della famiglia, che necessita di un supporto speciale, sociale e spirituale, per aiutarla a imparare a vivere con il cancro. In alcuni centri specializzati questo tipo di supporto è instaurato dal tempo della diagnosi e lungo tutto il periodo delle cure mediche. Altri centri, tuttavia, continuano a focalizzare l’interesse esclusivamente sulla gestione della malattia e mostrano scarsa comprensione sull’importanza di una adeguata analgesia e sul supporto psico sociale e spirituale. Con il risultato che molti bambini malati di cancro non possono ricevere cure onnicomprensive nonostante questo sia possibile in pressochè tutti i Paesi”.
Sul dolore da cancro e le cure palliative nel bambino, l’Istituto UPSA ha programmato una serie di incontri formativi in dieci centri ospedalieri italiani particolarmente attenti al problema del dolore nel bambino: a Padova, Firenze, Cagliari, Napoli, Roma, Genova, Milano, Torino, Bologna e Catania. Il primo si terrà al Gaslini di Genova il 19 febbraio prossimo.

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