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8 Marzo 2010

PROTEINA C REATTIVA E PROGNOSI DI METASTASI E MORTALITÀ NEL CARCINOMA RENALE A CELLULE CHIARE

È stato osservato un forte potere predittivo della proteina C reattiva (CRP) quando misurata prima della procedura chirurgica: elevati livelli sono associati a sviluppo di metastasi e morte nei pazienti con tumore localizzato. La CRP è un noto marcatore biologico di infiammazione associato al carico tumorale e alla metastasi nel carcinoma renale. Recenti studi hanno suggerito che la CRP possa essere utilizzata nella previsione di metastasi e mortalità dopo nefrectomia del carcinoma renale localizzato. Tuttavia questi studi hanno istituito la soglia di 10 mg/l e valutano quindi i livelli > vs < 10 mg/l. Se si considera l’intervallo continuo di CRP (da < 1 mg/l a > 100 mg/l), si può valutare la capacità della CRP, come variabile continua, nella prognosi di metastasi e morte. Ricercatori della Emory University di Atlanta in Georgia hanno seguito per 1 anno dopo la nefrectomia 130 pazienti con carcinoma renale a cellule chiare localizzato (T1-T3N0M0). Le metastasi sono state identificate radiologicamente e la mortalità è stata testimoniata con certificato di morte. Analisi di regressione logistica binaria univariata e multivariata hanno esaminato la sopravvivenza libera da recidiva a 1 anno e la sopravvivenza globale relativa in base alle caratteristiche del paziente e della malattia. Tra i 130 pazienti arruolati nello studio pubblicato nel Journal of Urology (leggi abstract originale), si sono sviluppate metastasi nel 24.6% dei pazienti, mentre il 10.8% è deceduto. I livelli medi (deviazione standard, DS) di CRP misurati nei pazienti che avevano o non avevano sviluppato metastasi erano rispettivamente 89.17 (DS = 74.17) e 9.16 (DS = 30.62) mg/l. I livelli pre-operatori medi di CRP dei pazienti che sono o non sono deceduti erano rispettivamente 102.61 (DS = 77.32) and 19.52 (DS = 46.10) mg/l. L’analisi multivariata ha evidenziato il punteggio SSIGN (p < 0.001) e i livelli pre-operatori di CRP (p < 0.001) quali fattori predittivi di sopravvivenza libera da recidiva, e i livelli pre-operatori di piastrine (p = 0.009) e di CRP (B = 0.011, ES = 0.008; p < 0.001) quali fattori predittivi di sopravvivenza globale relativa. Visto il forte potere predittivo su metastasi e mortalità dei livelli pre-operatori assoluti di CRP, gli autori suggeriscono ai clinici di valutare questo parametro per identificare i pazienti ad alto rischio e di associarlo ad una più stretta sorveglianza o ad ulteriori terapie. Infine, anche algoritmi predittivi e modelli di previsione delle metastasi dovrebbero prendere in considerazione la CRP come variabile continua per massimizzare la capacità predittiva di questi modelli.
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