domenica, 3 maggio 2026
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1 Marzo 2010

IN ITALIA SANITA’ ‘POCO ELETTRONICA’, TROPPA CARTA E SPRECHI

Pagamento dei ticket via web disponibile soltanto nel 7% delle aziende sanitarie italiane; possibilità di prenotare su internet in appena il 22%. Sanità elettronica? Nonostante rientri negli obiettivi di Governo (eGov2012) e le potenzialità di sviluppo non manchino, ad oggi le ricadute dell’innovazione tecnologica in sanità sulla vita dei cittadini sono ancora molto inferiori a quelle che si riscontrano nell’e-banking e nei viaggi. Ancora troppa carta sprecata e file agli sportelli: il 5% delle aziende, infatti, consente ai propri assistiti gestire pratiche amministrative via web; solo un quarto delle aziende sanitarie (24%) impiega al proprio interno il fascicolo sanitario elettronico/dossier sanitario e la percentuale si dimezza (12%) nel caso dei medici di famiglia. Sul versante referti digitali nessun dato rilevante: prevale la modalità di recapito diretto al medico di medicina generale (22%) rispetto all’acceso per il paziente via web (19%), ma qualche numero positivo c’e’. Molto buona tra gli operatori la diffusione di strumenti per la condivisione dei dati clinici (71% delle aziende) e la presenza di meccanismi di collaborazione per la notifica elettronica di eventi di rilevanza socio-sanitaria (50%) e c’e’ anche un buon utilizzo di documenti con firma digitale (36%) e di documenti clinici in formato standard di interscambio hl7 cda(33%). I dati, presentati a Roma, emergono dall’indagine sui Livelli di Innovazione tecnologica in Sanita’ (LITIS) realizzata su incarico del Dipartimento per la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Tecnologica del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. “Pensare – ha commentato a margine dell’incontro il Direttore Ufficio II, Studi e Progetti per l’Innovazione Digitale del Ministero per la PA e l’innovazione, Paolo Donzelli – che si consumano l’anno 700 milioni di ricette cartacee e che ognuna costa al SSN da 1 euro a un 1,50. Con le digitali – ha spiegato Donzelli – si stima un risparmio del 7 – 8% sulla spesa farmaceutica”. Eppure, dice, i dati confortano.
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