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24 Febbraio 2010

FATTORI PROGNOSTICI NEL CARCINOMA RENALE PAPILLARE

Il sistema di stadiazione UICC TMN 2002 non sembra applicabile a questo tipo di tumore; gli autori consigliano un follow-up più attento per i pazienti con trombo venoso o malattia localmente avanzata

Una revisione centralizzata della patologia per validare le diagnosi istopatologiche esterne è stata condotta raccogliendo i dati di follow-up di 675 pazienti con carcinoma renale di tipo papillare, ricoverati in 10 istituti urologici in Germania. Il metodo di Kaplan-Meier è stato utilizzato per stimare la sopravvivenza cumulativa cancro-specifica e globale e il log rank test per comparare le curve tra 2 o più gruppi. La regressione di Cox è stata eseguita per l’analisi multivariata dei fattori prognostici. Tutte le assunzioni di rischio proporzionale sono state verificate sistematicamente usando il test di Grambsch-Therneau. I risultati dello studio pubblicato nel Journal of Urology (leggi abstract originale) indicano una sopravvivenza cancro-specifica significativamente correlata allo stadio TNM e al grado istologico, sia in analisi univariata che multivariata. La sopravvivenza cancro-specifica a 5 anni nei casi in stadio pT1b era significativamente più bassa di quelli in stadio pT1a (90.0% vs 98.3%; p = 0.017), mentre non è stata osservata differenza significativa per i tumori pT1b e pT2. I pazienti con tumore pT3 o in stadio più avanzato avevano un rischio di metastasi più alto (50.6%), mentre la malattia metastatica associata a pT2 o stadio più basso si manifestava nel 7.8% dei pazienti (p < 0.0001). Dopo osservazione di metastasi, la prognosi era sfavorevole e la sopravvivenza cancro-specifica a 5 anni era del 7.2%. L’età è stata associata a prognosi sfavorevole nel sottogruppo di pazienti in stadio pT3 o più alto solo in analisi univariata (p = 0.026). Dall’analisi dei dati di questo studio, i ricercatori tedeschi suggeriscono che nella forma attuale il sistema di stadiazione UICC TNM 2002 non è applicabile al carcinoma renale papillare. Un follow-up clinico e radiologico dovrebbe essere offerto ad intervalli frequenti a tutti i pazienti che presentano trombo venoso e/o malattia localmente avanzata. Il ruolo dell’età rimane poco chiaro, ma non dovrebbe essere sottostimato nella stratificazione del rischio dopo la procedura chirurgica.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 2 – Febbraio 2010
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