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16 Febbraio 2010

LIVELLI DI VITAMINA D PRE-DIAGNOSI E RISCHIO DI TUMORE DEL COLON

Uno studio osservazionale ha fornito le basi per suggerire un’associazione (inversa) tra i livelli circolanti di 25-idrossivitamina D (vit. D) prima della diagnosi di tumore del colon e il rischio di sviluppare la malattia in un’ampia popolazione europea. Per esaminare questa associazione, in relazione anche all’apporto di vit. D e calcio con la dieta, ricercatori afferenti all’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno estratto uno studio caso-controllo ‘nested’ (1248 casi vs 1248 controlli) sul cancro incidentale del colon-retto sviluppato dopo l’arruolamento allo studio EPIC, a sua volta costituito da una popolazione di più di 520000 pazienti in 10 Paesi dell’Europa occidentale. Nelle due popolazioni dello studio, pubblicato nella rivista British Medical Journal (leggi abstract originale), i livelli circolanti di vit. D sono stati misurati con dosaggio immuno-enzimatico. I dati relativi alla dieta e allo stile di vita sono stati ottenuti attraverso la compilazione di questionari all’arruolamento nello studio EPIC. I rapporti dei tassi di incidenza (e gli intervalli di confidenza [IC] al 95%) del rischio di cancro al colon-retto con la concentrazione di vit. D (e l’apporto di calcio e vit. D con la dieta) sono stati valutati con modelli di regressione condizionale logistica multivariata, e aggiustamento per i potenziali fattori di confondimento (dieta, ecc.). La concentrazione di vit. D ha mostrato una forte relazione lineare inversa dose-risposta con il rischio di cancro del colon-retto (p trend < 0.001). Rispetto a una concentrazione media predefinita di vit. D (50-75 nmol/l), i livelli più bassi sono stati associati a un rischio più elevato di cancro colo-rettale: per concentrazioni < 25 nmol/l il rapporto del tasso di incidenza era 1.32 (IC 95%: 0.87-2.01) e per concentrazioni di 25-49.9 nmol/l il rapporto era 1.28 (IC 95%: 1.05-1.56). Concentrazioni più elevate della concentrazione media sono state associate ad un rischio più basso di sviluppare il tumore: livelli di 75-99.9 nmol/l mostravano un rapporto di 0.88 (IC 95%: 0.68-1.13) e concentrazioni 100 nmol/l un rapporto di 0.77 (IC 95%: 0.56-1.06). L’analisi dei quintili dei livelli ematici di vit. D ha evidenziato che i pazienti nel quintile più alto mostravano un rischio di cancro del colon-retto ridotto del 40% rispetto a quelli nel quintile più basso (p < 0.001). Analisi di sottogruppo hanno inoltre indicato una forte associazione tra cancro al colon, ma non al retto (p eterogeneità = 0.048). Infine, un più elevato apporto dietetico di calcio è stato associato a più basso rischio di cancro del colon-retto. L’apporto di vit. D con la dieta non è invece stato associato al rischio di sviluppare il tumore. I risultati non erano influenzati dal sesso e non erano modificati dopo correzione per mese o stagione del prelievo (di sangue). Ulteriori studi randomizzati sono però necessari per valutare se incrementi di vit. D circolante possano efficacemente ridurre il rischio di cancro del colon-retto.
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