Lo studio genetico europeo Procardis, pubblicato su New England Journal of Medicine, ha evidenziato il ruolo della lipoproteina (a) nel profilo lipidico. “La ricerca – riporta una nota del centro di ricerca Mario Negri di Milano che partecipa allo studio – conferma in modo inequivocabile che livelli plasmatici elevati di lipoproteina (a) sono causa di un aumento del rischio di malattia coronarica e di infarto miocardico”, indipendentemente dagli altri fattori di rischio cardiovascolare tradizionali quali colesterolo totale, colesterolo LDL, Apolipoproteina B, ipertensione, diabete, obesità e fumo. “Sappiamo che la dieta, l’esercizio fisico e le statine sono poco efficaci nell’abbassare i livelli di lipoproteina (a) – aggiungo i ricercatori – mentre sembrano funzionare alcuni farmaci esistenti da tempo come la niacina e altri in arrivo sul mercato». L’ideale sarebbe tuttavia «avere un farmaco che abbassi solo la lipoproteina (a). Sarà opportuno condurre studi clinici per valutare se i farmaci che ne riducono i livelli prevengono l’infarto».
Farmacista33
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- STUDIO CONFERMA RUOLO LIPOPROTEINA (A)