domenica, 3 maggio 2026
Medinews
10 Febbraio 2010

RADIOTERAPIA AD INTENSITÀ MODULATA E CAPECITABINA NEL CARCINOMA EPATICO NON RESECABILE

IMRT associata a capecitabina induce risposta parziale o stabilizzazione della malattia nella quasi totalità dei casi con una sopravvivenza che dipende dalla classe Child-Pugh

I pazienti con carcinoma epatico non operabile hanno limitate opzioni di trattamento. In questo studio pubblicato nella rivista Cancer (leggi abstract originale), i ricercatori del dipartimento di Radiologia Oncologica dello University of Virginia Health System hanno valutato l’applicabilità, la tossicità e l’efficacia della radioterapia ad intensità modulata (IMRT) anche associata a somministrazione di capecitabina cronomodulata per il carcinoma epatico non operabile. Il trattamento con TC scanner a megavoltaggio, specificamente designato per erogare trattamenti IMRT, confinata al fegato, è stato offerto a 20 pazienti, il 55% dei quali era in classe Child-Pugh A e il 45% in classe B. Il 95% dei pazienti ha ricevuto 50 gray (Gy) come volume totale di radioterapia somministrata in 20 frazioni con contemporanea somministrazione di capecitabina cronomodulata. La chemioembolizzazione arteriosa è stata preceduta dalla radioterapia in 11 pazienti, mentre 9 hanno ricevuto sola IMRT per la presenza di trombosi venosa portale, varici esofagee o grossi noduli tumorali. La dimensione massima della massa tumorale (media) era 9 cm (range: 1.3-17.4), la dose media rilasciata al fegato sano era 22.6 Gy (range: 10-29 Gy) e il volume medio di fegato che aveva ricevuto una dose > 30 Gy (V30) era 27.2% (range: 12-43%). Diciotto pazienti (90%) hanno completato il trattamento prestabilito di 50 Gy. Non è stato osservato alcun aumento superiore a 2 gradi, rispetto al basale, per quanto riguardava la tossicità acuta o tardiva. La risposta parziale o la stabilizzazione della malattia è stata raggiunta da 3 a 6 mesi dopo il trattamento in 15 di 16 pazienti sottoposti al trattamento (94%). La sopravvivenza media (± deviazione standard) nei pazienti in classe Child-Pugh A e B è stata rispettivamente di 22.5±5.1 mesi e 8±3.3 mesi. In questo studio preliminare con IMRT accelerata e capecitabina nei pazienti con carcinoma epatico di grandi dimensioni, i risultati dimostrano una tossicità accettabile associata ad un buon controllo locale. La tossicità acuta e tardiva relativamente bassa suggerisce che l’intensificazione della dose possa essere incorporata nel regime di trattamento, se necessario.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 1 – Gennaio 2010
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.