domenica, 3 maggio 2026
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23 Novembre 2009

ROSSI, MONITORARE PATTO SALUTE PERCHE’ CITTADINI NON PAGHINO DI PIU’

Gli italiani rischiano di pagare di più di tasca propria per la sanità, viste le regole stringenti del nuovo Patto per la salute sugli equilibri di bilancio e il minore incremento del finanziamento per il settore. Per evitarlo bisogna “monitorare attentamente il settore. E ridiscutere qualora presentasse andamenti che non sono più gli stessi e non sono più rispettosi di principi di leggi e costituzionali che obbligano a garantire l’assistenza ai cittadini che ne hanno bisogno”. Lo ha detto Enrico Rossi, assessore coordinatore degli assessori regionali alla Sanità nell’audizione alla Camera nella Commissione bicamerale d’inchiesta sugli errori sanitari e le cause dei disavanzi regionali. “Non metto in discussione il Patto. L’ho firmato e mi batto perché sia rispettato. Ma faccio un appello a monitorare le situazione. Perché c’è il rischio che i cittadini possano pagare di più”, ha spiegato Rossi, ricordando che le risorse previste sono scarse. “Il sistema sanitario tende a crescere di più dell’inflazione. Perché – ha spiegato – c’è tecnologia, perché ci sono investimenti da fare. Se noi dovremo garantire i livelli essenziali di assistenza dentro questo tetto è assai probabile che una parte della spesa ricada sui cittadini direttamente o attraverso la tassazione”. Già oggi ci sono molte differenze. Le Regioni che non hanno rispettato il precedente hanno dovuto introdurre ticket e aumentare la tassazione. E le differenze di esborso sono enormi: per Irpef e Irap si va dai 20 euro della Toscana ai 180 del Lazio. Nella sua relazione Rossi ha sottolineato l’importanza di una gestione della sanità che non punti tutto sull’economia, ma che valorizzi gli interventi organizzativi e anche gli investimenti che – “non e’ una contraddizione” – fanno risparmiare. E proprio per evitare un peso eccessivo dell’Economia, “ci sarebbe piaciuto un ministero della Salute con un maggiore ruolo centrale”, ha detto. Rossi, inoltre, ha parlato della necessità di contare su principi contabili certi e omogenei per tutte le Regioni e sulle certificazioni di bilancio. “E’ un lavoro avviato, che alcune Regioni stanno già facendo. Ma ci vorrà tempo perché sia generalizzato”.
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