Gli stent nanotecnologici, ovvero dispositivi con la superficie modificata in modo da aumentarne la biocompatibilità e la sicurezza, e che si mimetizzano sempre di più col vaso rivestendosi in brevissimo tempo di endotelio, sono efficaci e molto sicuri anche nella pratica clinica quotidiana. L’informazione giunge dal XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Invasiva (GISE) tenutosi a Bologna dove sono stati presentati i risultati dell’utilizzo su 1500 pazienti italiani. Le tipologie di nanostent attualmente in uso prevedono tre diversi tipi di rivestimento: con titanio-nitrossido, polyzene-F o anticorpi che attirano le cellule progenitrici dell’endotelio (i cosiddetti Endothelial Progenitor Capture stent).
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