domenica, 3 maggio 2026
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2 Novembre 2009

SORAFENIB INIBISCE LA REPLICAZIONE DEL VIRUS DELL’EPATITE C

L’articolo descrive particolari totalmente innovativi dell’azione farmacologica in vitro di questo derivato utilizzato nella target therapy del carcinoma epatico. Esistono evidenze di laboratorio che suggeriscono un efficiente blocco della replicazione del virus dell’epatite C (HCV) da parte del farmaco antitumorale sorafenib. L’infezione da HCV rappresenta la maggiore causa di malattia epatica cronica ed è stata associata ad elevata mortalità e morbilità. Dato che era stata osservata un’interazione tra NS5A e c-Raf, ricercatori tedeschi hanno pensato che il sorafenib, in quanto inibitore di c-Raf, potesse alterare la replicazione dell’HCV. Cellule HuH7.5 che replicavano HCV in vitro sono state trattate con sorafenib. Il titolo dell’RNA di HCV è stato determinato con Northern blotting o con PCR real-time, l’espressione di NS3 e NS5A nel core con immunostaining e la replicazione del virus con il dosaggio della luciferasi. Lo studio pubblicato sulla rivista Gut (leggi abstract originale) ha dimostrato che, nelle cellule che replicavano particelle infette di HCV, NS5A recluta c-Raf in un ‘complesso replica’ che porta all’attivazione di c-Raf. Sono stati studiati, quindi, gli effetti dell’inibizione del c-Raf sulla replicazione dell’HCV, usando il farmaco anti-tumorale sorafenib, che inibisce con alta specificità il c-Raf. I risultati dello studio indicano che il sorafenib blocca efficacemente la replicazione di HCV e l’espressione del gene virale. Inoltre, nelle cellule che replicano l’HCV il sorafenib diminuisce la forma iperfosforilata di NS5A e porta alla formazione di forme ipofosforilate. E ancora, sorafenib ha indotto una rapida dissociazione delle gocce di lipidi. I ricercatori hanno quindi mostrato che l’effetto antivirale di sorafenib ha effettivamente causato l’inibizione di c-Raf. Al contrario, l’inibizione dei target a valle di c-Raf o l’inibizione delle tirosin-chinasi con sunitinib non ha modificato la replicazione di HCV. Questo effetto innovativo del sorafenib dovrebbe, secondo i ricercatori tedeschi, essere approfondito quale strategia antivirale per i pazienti con infezione cronica da HCV.
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