venerdì, 24 aprile 2026
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21 Aprile 2026

TOZORAKIMAB HA SODDISFATTO L’ENDPOINT PRIMARIO DELLO STUDIO DI FASE III MIRANDA NEI PAZIENTI CON BPCO

Il terzo studio clinico registrativo di Fase III del farmaco biologico di AstraZeneca mirato a IL-33 conferma ulteriormente i suoi benefici nella BPCO

21 aprile 2026 – I risultati high-level positivi emersi dallo studio clinico registrativo di Fase III MIRANDA hanno dimostrato che tozorakimab, potenziale farmaco “first-in-class”, ha determinato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del tasso annualizzato di riacutizzazioni da BPCO da moderate a gravi nella popolazione primaria costituita da ex fumatori e nella popolazione globale, che comprendeva ex fumatori e fumatori attuali, nonché pazienti con qualsiasi conta eosinofila* nel sangue e in tutti gli stadi di gravità della funzionalità polmonare. 

Nello studio MIRANDA, i pazienti hanno ricevuto 300 mg di tozorakimab o placebo in aggiunta allo standard di cura ogni due settimane. Lo studio ha arruolato i pazienti con BPCO che continuano a manifestare riacutizzazioni da moderate a gravi nonostante il trattamento standard per via inalatoria. Questi risultati fanno seguito a un annuncio in Marzo relativo ai risultati high-level positivi degli studi registrativi di Fase III OBERON e TITANIA che hanno analizzato tozorakimab con intervallo di somministrazione di quattro settimane. 

Frank Sciurba, MD, FCCP, Professore di Medicina polmonare e terapia intensiva dell’Università di Pittsburgh, principale investigatore del programma LUNA, dichiara: «Questi risultati si aggiungono al crescente corpus di prove che indicano come tozorakimab abbia apportato benefici clinici significativi ai pazienti affetti da BPCO che necessitano urgentemente di nuove opzioni terapeutiche. Attualmente, circa la metà dei pazienti continua a soffrire di riacutizzazioni anche quando segue le terapie inalatorie standard, il che li espone al rischio di gravi conseguenze per la salute, tra cui il ricovero ospedaliero e il decesso». 

Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca, afferma: “Questi dati dimostrano ulteriormente il notevole potenziale di tozorakimab come farmaco biologico “first-in-class” dotato di un meccanismo d’azione realmente differenziato, in grado di inibire la segnalazione delle forme ridotte e ossidate di IL-33 per agire sui fattori alla base della BPCO. Non vediamo l’ora di condividere questi dati con le autorità regolatorie e la comunità scientifica il più presto possibile.” 

Tozorakimab è stato generalmente ben tollerato, con un profilo di sicurezza favorevole in linea con gli studi precedenti. I dati saranno presentati alle autorità regolatorie e condivisi con la comunità scientifica in occasione di un prossimo convegno medico.

Circa 400 milioni di persone presentano diagnosi di BPCO, una malattia eterogenea e progressiva che rappresenta la terza causa principale di morte a livello globale. Anche con le terapie inalatorie standard, più del 50% dei pazienti presenta riacutizzazioni, che li mettono a maggior rischio di eventi cardioplomonari e di morte. 

Tozorakimab è un anticorpo monoclonale potenziale first-in-class mirato a IL 33 che inibisce in modo selettivo il segnale sia della forma ridotta che di quella ossidata di IL 33, offrendo la possibilità di ridurre l’infiammazione e di interrompere il ciclo di disfunzione delle secrezioni mucose che contribuisce al peggioramento della BPCO. 

Tozorakimab viene analizzato anche in uno studio di Fase III per il trattamento delle gravi patologie virali del tratto respiratorio inferiore e in uno studio di Fase II sull’asma. 

*eosinofilo: un tipo di globulo bianco che, se presente in quantità elevate, può contribuire all’infiammazione nelle malattie respiratorie.

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