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21 Luglio 2009

TERAPIA ANTIDIABETICA E AUMENTATO RISCHIO DI CARCINOMA EPATICO IN PAZIENTI CON MALATTIA CRONICA DEL FEGATO

Il diabete mellito di tipo 2 è stato identificato quale fattore di rischio indipendente di sviluppo del tumore ed i pazienti ne risultano essere già affetti nella maggioranza dei casi prima che venga posta diagnosi di tumore. Nei maschi, la terapia antidiabetica basata sull’impiego di insulina e sulfaniluree quasi triplica il rischio di neoplasia maligna, mentre l’uso di metformina ha un effetto protettivo. Internisti dell’ospedale di Pordenone hanno valutato l’associazione tra carcinoma epatico e diabete mellito di tipo 2 analizzando le relazioni temporali tra la manifestazione della malattia diabetica e lo sviluppo di epatocarcinoma ed i possibili effetti della terapia sul rischio di sviluppare il tumore. Nello studio, pubblicato nella rivista World Journal of Gastroenterology (leggi abstract originale), sono stati arruolati 465 pazienti con epatocarcinoma, 618 con cirrosi e 490 controlli sani. La stima del rischio (odds ratio, OR) di sviluppare carcinoma epatico è stata valutata con analisi univariata e multivariata anche in pazienti diabetici trattati con insulina o farmaci ipoglicemizzanti (sulfaniluree e metformina). La prevalenza di diabete mellito nei pazienti con carcinoma epatico era pari al 31.2%, mentre era del 23.3% nei cirrotici e del 12.7% nel gruppo di controllo. In analisi univariata e multivariata, l’OR per carcinoma epatico nei pazienti diabetici era rispettivamente 3.12 (IC: 2.2-4.4; p < 0.001) e 2.2 (IC: 1.2-4.4; p = 0.01). Nell’84.9% dei casi, il diabete mellito di tipo 2 era presente prima della diagnosi di carcinoma epatico. Inoltre, nei pazienti diabetici trattati con insulina o sulfaniluree l’OR per il carcinoma epatico risultava 2.99 (IC: 1.34-6.65; p = 0.007), mentre in quelli trattati con metformina era 0.33 (IC: 0.1-0.7; p = 0.006). I risultati, quindi, confermano il diabete mellito di tipo 2 quale fattore di rischio indipendente per il carcinoma epatico, malattia presente nella maggior parte dei pazienti prima della diangosi di neoplasia. Nei maschi con diabete mellito di tipo 2 i dati indicano un’associazione diretta tra carcinoma epatico e terapia ipoglicemizzante costituita da insulina e sulfaniluree, ed invece una relazione inversa con il trattamento a base di metformina.
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