Modificare il modo standard di effettuare la resuscitazione cardiopolmonare (CPR) aumenta la sopravvivenza di chi subisce un arresto cardiaco. La chiave sta nell’effettuare più compressioni al petto e insufflare meno aria nei polmoni. “Occorrono da 5 a 7 compressioni del torace per alzare la pressione abbastanza da cominciare a far fluire il sangue verso il cuore”, ha spiegato il principale autore della ricerca, dottor. Alex G. Garza, del Department of Surgery/Emergency Medicine, University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, USA. “Se ci si ferma troppo spesso per dare aria ai polmoni, non si riesce ad aiutare il cuore e a far salire la pressione”.
Agi – Minerva Anestesiology
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- RESUSCITAZIONE: PIU’ COMPRESSIONI E MENO ARIA PER MIGLIORARE LA SOPRAVVIVENZA