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10 Aprile 2009

RICERCA: I FONDI NON PREMIANO I CENTRI PIU’ PRODUTTIVI

Sono concentrati soprattutto nel Nord Italia, assorbono oltre l’84% dei finanziamenti per la ricerca sanitaria corrente stanziati dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, ma, pur a parità di output scientifico, vi è disparità nella distribuzione dei fondi tra loro: i 7 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico più produttivi nella ricerca, ad esempio, non risultano tra quelli che hanno ricevuto, in proporzione, più finanziamenti. Un sistema, quello del finanziamento per la ricerca corrente, che pur basato su criteri oggettivi, non premia a sufficienza l’eccellenza. E’ quanto emerge dallo studio del Cergas Bocconi “Analisi del sistema di finanziamento della ricerca sanitaria in Italia”, elaborato in collaborazione con Assolombarda e Aiop Lombardia e presentato durante un convegno a Roma. Nel 2007, il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha stanziato fondi per la ricerca sanitaria per un totale di 301 milioni di euro, 223,8 per quella corrente e 77,4 per quella finalizzata (a bando). I maggiori beneficiari dei fondi sono stati i 42 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico allora accreditati in Italia, sulla base, per la ricerca corrente, di criteri tra i quali il più importante è la produttività scientifica. Il criterio principale utilizzato per stabilire tale valore è l’impact factor normalizzato, che misura la capacità degli Irccs di produrre ricerca di alto livello. Nel 2006, anno in base ai cui punteggi vengono stabiliti i finanziamenti per il 2007, i 42 Irccs italiani hanno totalizzato punteggi di ifn compresi tra un minimo di 86 (Bietti) e 3.398 (San Raffaele). A fronte però di una distribuzione mediana di 7.136 euro per punto di impact factor, le strutture hanno visto valutata la propria produttività scientifica in maniera piuttosto diversificata, con valori tra i 1.792 e i 15.287 euro per punto. Il San Raffaele, ad esempio, ha ricevuto 5.137 euro per ognuno dei suoi 3.398 punti totalizzati. “Il sistema di finanziamento della ricerca corrente si basa su criteri oggettivi – hanno spiegato Fabrizio Tediosi e Amelia Compagni, i ricercatori del Cergas Bocconi che hanno coordinato lo studio – ma è ancora troppo complesso e prevede alcuni meccanismi che si prestano ad aggiustamenti discrezionali, di fatto sterilizzando la portata del sistema e non premiando a sufficienza le strutture che da un anno all’altro hanno migliorato la propria produttività scientifica”. C’e’ poi un altro problema: gli Irccs sono molto diversi tra loro sia per la loro dimensione, e quindi per la capacità di fare ricerca, sia per il mix di finanziamenti che sono capaci di attrarre. “Il 20% degli Irccs ha ricevuto nel 2007 il 51% del totale dei fondi per la ricerca corrente e il 60% di quella finalizzata”, ha spiegato Francesco Longo, direttore del Cergas. “Sono strutture – ha aggiunto – molto diversificate tra loro, mentre il sistema di valutazione e di finanziamento sembra pensato per strutture simili”. Le soluzioni per rendere ancora più oggettivo e premiante il sistema di finanziamento da parte del ministero? “Focalizzare maggiormente l’attenzione sulla quota di finanziamenti a bando su base competitiva, ossia sulla ricerca finalizzata, ma allungando la durata dei bandi, che dovrebbero essere di almeno 3-5 anni”, ha commentato Tediosi. “Inoltre, bisognerebbe creare – ha continuato – schemi di valutazione e finanziamento diversificati: uno per le eccellenze di grandi dimensioni, e uno per gli Irccs di piccola dimensione o giovani, di modo tale che questi possano competere tra loro alla pari”.
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