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16 Marzo 2009

SOPRAVVIVENZA NEI PAZIENTI CON GLIOBLASTOMA: STUDIO EORTC-NCIC

La combinazione tra chemioterapia con temozolomide e radioterapia può allungare la sopravvivenza dei pazienti con glioblastoma, forma molto aggressiva e comune di tumore al cervello, rispetto alla radioterapia da sola. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato in Lancet Oncology (leggi abstract originale). La radioterapia, dopo l’asportazione chirurgica del tumore, è il trattamento standard e offre a questi pazienti un’aspettativa media di vita limitata a 9-12 mesi. Già nel 2004 erano stati pubblicati i risultati di uno studio randomizzato di fase III promosso dall’European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC) in collaborazione con il National Cancer Institute of Canada Clinical Trials Group (NCIC), che indicavano un miglioramento della sopravvivenza mediana e a 2 anni nei pazienti con glioblastoma trattati con radioterapia e temozolomide. In questi pazienti, infatti, il rischio di morte si era ridotto del 37%. Con la combinazione radio-chemioterapica con temozolomide, la sopravvivenza globale a 2 anni era del 27.2% (IC 95%: 22.2-32.5), mentre con la sola radioterapia la stessa era del 10.9% (IC 95%: 7.6-14.8). Questo studio integra i risultati precedenti con il follow-up a più di 5 anni. I pazienti adulti, con recente diagnosi di glioblastoma, erano stati randomizzati tra agosto 2000 e marzo 2002 a ricevere radioterapia standard oppure la stessa radioterapia e contemporaneo trattamento con temozolomide, seguito da un massimo di 6 cicli dello stesso farmaco in adiuvante. Tra i 573 pazienti randomizzati, 278 (97%) dei 286 in sola radioterapia e 254 (89%) dei 287 nel gruppo in terapia combinata sono deceduti nei 5 anni di follow-up. La sopravvivenza globale a 3 anni era del 16.0% (IC 95%: 12.0-20.6), quella a 4 anni del 12.1% (IC 95%: 8.5-16.4) e quella a 5 anni del 9.8 (IC 95%: 6.4-14.0) nel braccio trattato con terapia combinata, mentre era del 4.4% (IC 95%: 2.4-7.2), 3.0% (IC 95%: 1.4-5.7) e 1.9% (IC 95%: 0.6-4.4) nel braccio in sola radioterapia (hazard ratio 0.6; IC 95%: 0.5-0.7, p < 0.0001). È stato osservato un beneficio della terapia combinata in tutti i sottogruppi clinici prognostici, inclusi i pazienti di 60-70 anni. Nello studio è stato inoltre determinato lo stato di metilazione del gene metil-guanina metil-transferasi (MGMT) nel tessuto tumorale di 206 pazienti, che è stato identificato quale fattore prognostico. Questo permetterà di riconoscere i pazienti che più probabilmente beneficeranno dalla somministrazione di temozolomide in terapia adiuvante associata alla radioterapia.
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