Studio di fase III, randomizzato, controllato verso placebo, in doppio cieco, condotto su una popolazione dell’Asia orientale ad elevata incidenza di epatite B, che conferma un prolungamento della sopravvivenza e del tempo alla progressione della malattia con sorafenib
Sorafenib è risultato efficace e ben tollerato nei pazienti con epatocarcinoma (HCC) avanzato. I risultati di questo studio, pubblicato nella prestigiosa rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale), congiuntamente a quelli dello studio SHARP (Sorafenib Hepatocellular Carcinoma Assessment Randomised Protocol) dimostrano che sorafenib rappresenta la terapia standard per i pazienti con HCC avanzato. L’incidenza di HCC osservata nei Paesi asiatici che si affacciano sull’oceano Pacifico (Cina, Corea del Sud e Taiwan) è molto alta e l’infezione cronica da virus dell’epatite B è uno dei più importanti fattori eziologici scatenanti. Ricercatori di questa regione dell’Asia hanno condotto uno studio di fase III, randomizzato, controllato verso placebo e in doppio-cieco, per valutare sicurezza ed efficacia di sorafenib in pazienti affetti da HCC non resecabile o metastatico. Sono stati ritenuti eleggibili 271 pazienti selezionati nei 23 centri coinvolti nello studio tra il 20 settembre 2005 e il 31 gennaio 2007, non precedentemente trattati con terapia sistemica e che avevano funzionalità epatica in classe Child-Pugh A. Una stratificazione è stata condotta in base a presenza o assenza di evidenza di invasione vascolare macroscopica o di diffusione extraepatica (o entrambi) del tumore, all’ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) performance status e alla regione geografica di appartenenza. La randomizzazione è stata controllata centralmente, secondo uno schema 2:1 con sistema di risposta vocale. Non erano fissati endpoint primari, ma sopravvivenza globale, tempo alla progressione (TTP), tempo alla progressione sintomatica (TTSP), percentuale di controllo della malattia e sicurezza sono stati determinati nello studio. Dei 271 pazienti arruolati, 226 sono stati randomizzati a sorafenib (n = 150, 400 mg 2 volte al giorno) o a placebo (n = 76) per cicli di 6 settimane e alla conclusione di ogni ciclo è stata valutata l’efficacia del trattamento. La sopravvivenza media globale era di 6.5 mesi (IC 95%: 5.56-7.56) nel gruppo che ha ricevuto sorafenib e 4.2 mesi (3.75-5.46) nel placebo (hazard ratio [HR] 0.68; IC 95%: 0.50-0.93; p = 0.014). Il TTP mediano era 2.8 mesi (2.63-3.58) nel gruppo trattato con sorafenib e 1.4 mesi (1.35-1.55) nel placebo (HR 0.57; IC 95%: 0.42-0.79; p = 0.0005). Nei pazienti trattati con sorafenib, i più frequenti effetti avversi di grado 3/4 legati al trattamento erano: reazioni cutanee mano-piede (16 pazienti; 10.7%), diarrea (9 pazienti; 6.0%) e fatigue (5 pazienti; 3.4%). Quelli più comuni dopo riduzione della dose erano: reazioni cutanee mano-piede (17 pazienti; 11.4%) e diarrea (11 pazienti; 7.4%), ma raramente tali eventi hanno portato ad interruzione del trattamento.Liver Cancer Newsgroup – Numero 1 – Gennaio 2009