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9 Dicembre 2008

ITALIANI SI SENTONO BENE, MA FANNO POCO SPORT E 31% FUMA

Gli italiani si sentono bene, nonostante alcuni ‘talloni d’Achille’ negli stili di vita: poco sport, chili di troppo e, per oltre 1 su 3, il vizio del fumo. E’ l’istantanea che emerge dal Rapporto Passi su salute e prevenzione del Ministero del Welfare. E se l’invito e’ a migliorare abitudini e comportamenti, ha spiegato il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, e’ pur vero che gli stili di vita degli italiani non sono peggiori di quelli in altri paesi Ue, come dimostra il dato relativo alla più lunga aspettativa di vita nel nostro paese. Passi: Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) e’ un sistema di sorveglianza promosso dal ministero del Welfare e portato avanti dalle regioni con il coordinamento del Centro di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità (Cnesps). Passi effettua una raccolta continua dei dati sui principali fattori di rischio per la salute. L’indagine è condotta dalle aziende sanitarie con interviste telefoniche. Dal 2007, la rilevazione è partita in 149 aziende sanitarie di 20 Regioni coinvolgendo 21.498 persone tra 18 e 69 anni. Italiani si sentono in forma: il 65% degli intervistati dice di ritenere buono o molto buono il proprio stato di salute. Hanno una percezione meno positiva le persone con livello di istruzione basso e difficoltà economiche. Ma poco sport: È sedentario il 28% del campione e solo il 33% dichiara di aderire alle raccomandazioni sull’attività fisica. Resistono le “bionde”: il 31% degli intervistati si dichiara fumatore. L’84% degli intervistati riferisce che il divieto di fumare nei locali pubblici viene rispettato quasi sempre. Chili di troppo: il 43% degli intervistati ha un peso eccessivo, mentre i veri e propri obesi sono l’11% della popolazione. Il consumo di frutta e verdura risulta abbastanza diffuso, anche se solo il 10% aderisce alle raccomandazioni internazionali, consumandone cinque volte al giorno. Alcol per il 16%: il 61% della popolazione dice di aver consumato almeno un’unità di bevanda alcolica nell’ultimo mese e il 16% ha abitudini di consumo d’alcol a rischio, cioè beve prevalentemente fuori pasto o smodatamente. Sicurezza in strada: l’uso dei dispositivi di sicurezza non e’ ancora del tutto soddisfacente. Mentre l’82% degli intervistati dichiara di usare la cintura di sicurezza nei posti anteriori, solo il 19% la utilizza sui sedili posteriori. Il 13% dichiara, inoltre, di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol e il 10% di essere stato trasportato da un conducente che aveva bevuto. In pochi si vaccinano contro l’influenza: solo il 28% delle persone con almeno una condizione a rischio per le complicanze dell’influenza (malattie respiratorie croniche, diabete, tumori), dichiara di essersi vaccinato nella stagione 2006-2007. Allerta rosolia: per eliminare la rosolia congenita è necessario che il numero di donne suscettibili alla rosolia sia inferiore al 5%. La percentuale di donne suscettibili o con stato immunitario sconosciuto è invece risultata pari al 45%. Rischio cardiovascolare: al 17% degli intervistati non e’ mai stata misurata la pressione. Il 22% dichiara invece di essere iperteso e, tra questi, il 71% è trattato con farmaci. Sottovalutati i rischi in casa: nonostante la frequenza degli infortuni, la percezione del rischio in ambito domestico non e’ elevata: il 91% degli intervistati ritiene questo rischio basso. Uno su 10 depresso: il 9% del campione riferisce di aver avuto di recente sintomi di depressione. Tra questi, il 47% non ha chiesto aiuto, mentre il 40% si e’ rivolto a un medico. Più prevenzione: l’83% delle donne ha effettuato almeno un Pap test nella vita, ma solo il 73% l’ha eseguito negli ultimi 3 anni come raccomandato. Quanto allo screening del tumore della mammella, l’84% delle donne ha fatto almeno una mammografia ma solo il 68% negli ultimi 2 anni.
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