sabato, 2 maggio 2026
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9 Marzo 2001

IL FUMO NEL MONDO E IN ITALIA

Attualmente il 7O% del consumo globale di tabacco avviene nei paesi a basso reddito.
Nel 1990 si sono stimati oltre 3 milioni di morti causate dal fumo, cresciuti a 4.023 mila nel 1998. Secondo le previsioni dell’OMS le morti attribuibili al fumo potranno arrivare a 8,4 milioni nel 2020 e toccare i 10 milioni nel 2030.

La situazione in Italia

In Italia i fumatori sono approssimativamente il 30 per cento della popolazione: un terzo dei maschi e circa un quinto delle donne, circa 13-14 milioni di persone. Questo causa ogni anno in Italia circa 90mila morti. Una su sei delle morti che si verificano ogni anno nel nostro Paese sono dovute al fumo e ogni giorno 246 persone muoiono a causa del fumo.

Tra il 1986 ed il 1996 i fumatori sono diminuiti…
Il Centro di Documentazione e Informazione sul Tabacco riporta che il numero dei fumatori è sceso in dieci anni, tra il 1986 ed il 1996, dal 36.3% al 27.9% (rilevazione ISPO sulla popolazione in età di voto). La fascia di età in cui è più alta la percentuale di fumatori è quella compresa tra i 25 e i 44 anni (34% dei fumatori), mentre gli anziani oltre i 65 anni rappresentano la fascia più bassa con (14.4%). Il consumo di tabacco è diminuito in proporzione. Dal 1955 al 1998, secondo il rapporto Istat del 1997, si è avuta una diminuzione intorno al 14%, soprattutto grazie agli interventi legislativi e alla maggiore attenzione della popolazione ai problemi relativi alla salute.

… mentre dal 1998 sono tornati a crescere
I dati di prevalenza più recenti sono riportati nell’ultimo rapporto ISPO sulla penetrazione del fumo in Italia (indagine effettuata per Assotabacco nel dicembre 1998 su un campione di 5285 soggetti in età di voto): attualmente il 29.9% dei cittadini italiani è costituito da fumatori per un totale di oltre 14.5 milioni di fumatori, un incremento del 4% rispetto al 1997.
La maggior parte dei tabagisti (49,5%) consuma giornalmente tra 10 e 20 sigarette.
Piu’ in dettaglio:

Ø il 11.8% dei fumatori fuma più di 20 sigarette/die
Ø il 44.2% dei fumatori fuma 10-20 sigarette/die
Ø il 41.5% dei fumatori fuma meno di 10 sigarette/die

Ironia: il 25% dei pneumologi fuma

Ø uno studio condotto su 983 specialisti pneumologi ha mostrato che il 25% fuma e il 34% è costituito da ex-fumatori. (Nardini S. et al, Eur. Respir. J. 1998; 12: 1450-53)

Ø uno studio effettuato su personale sanitario femminile (medici e infermiere) ha evidenziato che l’abitudine al fumo di tabacco varia tra il 17.9% (Trento) ed il 42.3% (Palermo) nel gruppo dei medici e tra il 31% (Trento) ed il 38.4% (Genova) nelle infermiere. Tali percentuali sono mediamente superiori rispetto a quelle della popolazione generale. (Arciti C. et al., J. Smok1ing-Related Dis. 1994; 5: 123-
La distribuzione geografica dei fumatori

La quasi totalità dei tabagisti italiani è costituita da fumatori di sigarette (99% del mercato del tabacco).

I fumatori per area

Ø Nord-Ovest: è la zona con più fumatori, 30.3% della popolazione
Ø Nord-Est: è l’area con meno fumatori, 25.7% della popolazione
Le vendite per area
Ø Sud: è dove si vendono più sigarette, 36.9% del totale venduto
Ø Nord-Est: è dove se ne acquistano di meno, 17.7% del totale venduto
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