domenica, 3 maggio 2026
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8 Novembre 2019

Final results of a prospective study of scalp cooling in preventing chemotherapy-induced alopecia

Alopecia is a distressing effect of cancer treatments. Our study examined efficacy and safety of scalp cooling to prevent chemotherapy-induced alopecia. Early breast cancer patients candidate to anthracycline and/or taxane were eligible. Dean’s alopecia scale was used to classify alopecia. From February 2016 to November 2018, 127 women were enrolled; 55 (43.3%) received epirubicin/cyclophosphamide (4 EC 3 weeks) followed by paclitaxel (12 P weeks); 50 … (leggi tutto)

L’alopecia è uno degli effetti collaterali più impattanti sulla qualità di vita delle pazienti, causa distress psicologico e alterazione dei rapporti sociali in particolare in donne che ricevono trattamento antiblastico per neoplasia mammaria o ovarica. Sebbene non esistano misure farmacologiche preventive o trattamenti medici efficaci, esistono in commercio i caschi refrigeranti che possono ridurre il rischio di alopecia chemio-indotta con un effetto termico sullo scalpo – ne esistono due tipologie in commercio in Italia.
Nell’arco di circa 18 mesi, lo studio prospettico brindisino ha arruolato 127 donne con neoplasia mammaria in trattamento con antracicline e/o taxani; le donne sono state sottoposte al trattamento antiblastico durante il posizionamento del device, che ha raffreddato il cuoio capelluto dalla temperatura ambiente fino a circa 3 gradi centigradi. Il casco è stato mantenuto in sede per un tempo variabile da 30 minuti a 2,5 ore dopo il termine della chemioterapia. I risultati, misurati con la scala di alopecia di Dean hanno dimostrato un risultato favorevole in circa il 70% delle pazienti, che hanno riportato alopecia da G0 a G2 (perdita dei capelli inferiore al 50%).
Come dimostrato da altri studi italiani, i risultati dell’utilizzo del device sono variabili da centro a centro e dipendono non tanto dall’expertise locale, ma dal training degli operatori sanitari che applicano la cuffia raffreddata e dalla scelta della paziente candidata. I potenziali svantaggi dell’apparecchiatura sono clinici (effetti collaterali locali quali sensazione di freddo, dolore allo scalpo e cefalea sono riportati in oltre il 50% delle pazienti) e organizzativi (è necessario che la poltrona sia occupata per un tempo molto più lungo di quello della seduta di chemioterapia usuale).
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