Data are limited regarding the use of poly(adenosine diphosphate [ADP]-ribose) polymerase inhibitors, such as veliparib, in combination with chemotherapy followed by maintenance as initial treatment in patients with high-grade serous ovarian carcinoma. In an international, phase 3, placebo-controlled trial, we assessed the efficacy of veliparib added to first-line induction chemotherapy with carboplatin and paclitaxel and continued as maintenance … (leggi tutto)
Lo studio randomizzato riporta i risultati della terapia con un PARP inibitore, veliparib, in combinazione, e mantenimento dopo chemioterapia di prima linea con carboplatino-paclitaxel nel carcinoma ovarico.Lo studio documenta un aumento significativo della combinazione in termini di sopravvivenza libera da progressione rispetto alla sola chemioterapia in tutta la popolazione arruolata e nelle pazienti con difetti della ricombinazione omologa.
Analisi esplorative suggerirebbero che non ci sia beneficio per l’aggiunta di veliparib nelle pazienti senza difetti di ricombinazione omologa (HRD), ma sono solo generatrici di ipotesi. Il vantaggio inoltre sembrerebbe legato al mantenimento e non alla combinazione, come si evincerebbe dalla forma delle curve che si separano nella fase di mantenimento e come suggerito dal confronto tra il gruppo che riceve veliparib in combinazione e il gruppo di sola chemioterapia.
Un altro PARP inibitore si aggiunge allo scenario della cura del tumore ovarico.