Approximately one-quarter of US youth were exposed to secondhand electronic cigarette (e-cigarette) aerosols between 2015 and 2017.1 Given the rapid increase in vaping and the popularity of pod-based e-cigarettes among youth,2 this survey study examines trends in and factors associated with exposure to secondhand smoke (SHS) from combusted tobacco and secondhand aerosol (SHA) from e-cigarettes among US youth. Data were from the National Youth … (leggi tutto)
Molto si è parlato di e-cig negli ultimi giorni, spesso anche in modo non adeguato, spesso solo per “catturare la notizia che fa scalpore” più che per fornire un’informazione fondata e scientificamente corretta. Il principio fondamentale di tutte le campagne di prevenzione primaria dovrebbe essere la protezione delle categorie più deboli e più a rischio (fra cui giovani e bambini) ed evitare le esposizioni secondarie a fattori di rischio noti e/o dubbi.In questa survey nazionale viene chiaramente riportato un aumento nel 2018 (rispetto a dati del 2015-2017) dell’esposizione delle scolaresche ad aerosol di e-cigarettes derivante dalla convivenza con adulti svapatori. L’attenzione va posta su quanto presente nei fumi dell’e-cig (ossia nicotina, metalli pesanti, aldeidi, glicerina, additivi, …) oltre che sull’insegnamento/messaggio che viene trasmesso alle giovani generazioni avvolte in questa nube di svaping (!) e al fatto che unitamente a questa esposizione rimane reale e presente anche quella al “secondhand tobacco smoke”, ossia all’accertata nociva esposizione di seconda mano al fumo di sigaretta.