Alterations in the gene encoding fibroblast growth factor receptor (FGFR) are common in urothelial carcinoma and may be associated with lower sensitivity to immune interventions. Erdafitinib, a tyrosine kinase inhibitor of FGFR1-4, has shown antitumor activity in preclinical models and in a phase 1 study involving patients with FGFR alterations. In this open-label, phase 2 study, we enrolled patients who had locally advanced and unresectable or metastatic urothelial … (leggi tutto)
Erdafitinib, potente inibitore tirosin-chinasico di FGFR1-4, in questo studio di fase 2 ha dimostrato di essere assai attivo nei pazienti affetti da carcinoma uroteliale metastatico con alterazione del FGFR, indipendentemente dalle linee di terapia precedentemente effettuate, dal tipo di terapia precedente, dalla presenza di metastasi viscerali e dalla sede di primitività tumorale.Anche le tossicità più frequentemente riscontrate in corso di terapia con erdafitinib tra cui l’iperfosfatemia e gli eventi oculari sono ben gestibili e per lo più di grado lieve-moderato e con la sospensione e la successiva riduzione di dose sono per la maggior parte risolvibili senza sequele importanti.
Inoltre non bisogna dimenticare che la durata mediana di sopravvivenza dei 99 pazienti con alterazioni di FGFR, trattati in questo studio e che normalmente non rispondono all’immunoterapia, si avvicina a quella ottenuta con pembrolizumab e atezolizumab.
Questo è un risultato incoraggiante in una patologia che fino a pochi anni fa è stata orfana di trattamenti e dove le terapie a bersaglio molecolare personalizzate erano sempre state deludenti.