martedì, 5 maggio 2026
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5 Luglio 2019

Treatment Outcomes of Immune-Related Cutaneous Adverse Events

The aim of the current study was to report the efficacy of topical and systemic treatments for immune-related cutaneous adverse events (ircAEs) attributed to checkpoint inhibitors in an uncontrolled cohort of patients referred to oncodermatology clinics. A retrospective analysis of patients with ircAEs evaluated by dermatologists from January 1, 2014, to December 31, 2017, at three tertiary care hospitals and cancer centers were identified through electronic medical … (leggi tutto)

L’estendersi dell’uso dei farmaci immunoterapici in diverse patologie e diverse linee terapeutiche aumenta le conoscenze anche sulla competenza e gestione di effetti collaterali, in questo caso a carattere cutaneo. Si tratta di una valutazione retrospettiva su 285 pazienti che hanno sperimentato tossicità cutanea immuno-correlata e che sono stati trattati presso la divisione di oncodermatologia del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, alla Columbia University Medical Center, New York, e all’Università Federico II di Napoli, da gennaio 2014 a dicembre 2017.
I pazienti riportavano 427 eventi cutanei immuno-relati incluso prurito (32%), rash maculopapulare (28%), rash psoriasiforme (5%), altro (34%). I diversi immunocheckpoint inibitori si associavano con diverse tipologie di tossicità cutanea in modo significativo (p = 0,007); in quanto ad esempio il rash maculopapulare era predominante nei pazienti riceventi la combinazione, mentre le reazioni penfigoidi erano più frequenti nei pazienti trattati con solo anti PD-1/PD-L1 rispetto a quelli trattati con anti–CTLA-4 da solo o in combinazione con anti–PD-1/PD-L1. La maggior parte degli eventi (87%) erano di grado 1 o 2. Nessuna correlazione significativa fra la gravità degli eventi e la tipologia di trattamento (p = 0,37). La gravità delle reazioni veniva decisamente abbattuta dai trattamenti dermatologici come l’uso di steroide topico, trattamento orale per il prurito o trattamento sistemico immunomodulatore. Degli 88 casi (20%) trattati con immunomodulatori sistemici, 22 persistevano o peggioravano. In 7 casi con reazione cutanea corticosteroid-refractory, l’impiego di farmaci, quali rituximab e dupilumab, ha dato un beneficio. Interleukina-6 (IL-6) era elevata in 34 (52%) dei 65 pazienti valutati in tal senso. La tossicità cutanea immunorelata di grado ≥ 3 si associava con un incremento del valore assoluto degli eosinofili (odds ratio [OR] = 4,1; intervallo di confidenza 95% [IC]: 1,3 – 13,4) e IL-10 (OR = 23,8; IC 95%= 2,1 – 262,5). I valori di IgE salivano con l’aumentare della severità degli eventi cutanei (p = 0,043).
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