martedì, 5 maggio 2026
Medinews
9 Maggio 2019

Association of Patient Characteristics and Tumor Genomics With Clinical Outcomes Among Patients With Non–Small Cell Lung Cancer Using a Clinicogenomic Database

Data sets linking comprehensive genomic profiling (CGP) to clinical outcomes may accelerate precision medicine. To assess whether a database that combines EHR-derived clinical data with CGP can identify and extend associations in non–small cell lung cancer (NSCLC). Clinical data from EHRs were linked with CGP results for 28 998 patients from 275 US oncology practices. Among 4064 patients with NSCLC, exploratory associations between tumor genomics … (leggi tutto)

In uno scenario in cui l’accesso ai test (e ai farmaci) non è garantito e omogeneo sul territorio europeo, ottenere una migliore definizione di eventuali correlazioni fra caratteristiche cliniche e alterazioni molecolari nei pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato può avere una sua rilevanza. In questo lavoro Singal e coll usano un database clinico genomico raccolto nella pratica clinica, comprendente più di 4.000 pazienti nel periodo gennaio 2011-gennaio 2018. L’età mediana era di 66 anni: 51,9% donne, 78,3% con una storia di fumo, 77,6% carcinomi nonsquamosi, 21,4% con mutazione di EGFR (17,2%), ALK (3,1%) o ROS1 (1,0%). Tra i pazienti con un’alterazione molecolare quelli trattati (n = 575) verso quelli non trattati (n = 560) con un farmaco a bersaglio molecolare veniva registrato un vantaggio in sopravvivenza globale (mediana = 18,6 mesi vs 11,4 mesi dalla diagnosi di patologia avanzata; p < 0,001). Il Tumor mutational burden (TMB) era più elevato tra i soggetti fumatori rispetto ai non fumatori (8,7 vs 2,6; p < 0,001) e più basso nei pazienti con vs senza un’alterazione in EGFR (3,5 vs 7,8; p < 0,001), ALK (2,1 vs 7,0; p < 0,001), RET (4,6 vs 7,0; p = 0,004), o ROS1 (4,0 vs 7,0; p = 0,03).
Nei 1.290 pazienti (31,7%) trattati con un immunocheckpoint inibitore, TMB pari a ≥ 20 vs < 20 si associava in modo significativo con un vantaggio in sopravvivenza globale da inizio terapia (mediana = 16,8 mesi vs 8,5 mesi; p < 0,001), una più lunga durata di terapia (mediana = 7,8 mesi vs 3,3 mesi; p < 0,001) ed un maggior beneficio clinico (80,7% vs 56,7%; p < 0,001).
Sono caratteristiche molto generiche, ma raccolte in una discreta casistica e nella pratica clinica, che possono ulteriormente contribuire alle migliori scelte diagnostiche e terapeutiche per questi pazienti, anche se, nel caso specifico, per quanto riguarda l’immunoterapia viene impiegato un parametro (TMB) sicuramente molto studiato (e dibattuto), ma che non fa parte della nostra pratica clinica e non è certamente entrato a far parte del nostro algoritmo diagnostico.
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.