The oligometastatic paradigm suggests that some patients with a limited number of metastases might be cured if all lesions are eradicated. Evidence from randomised controlled trials to support this paradigm is scarce. We aimed to assess the effect of stereotactic ablative radiotherapy (SABR) on survival, oncological outcomes, toxicity, and quality of life in patients with a controlled primary tumour and one to five oligometastatic lesions. This randomised, open-label phase … (leggi tutto)
I dati di questo studio di fase II evidenziano un incremento in sopravvivenza con l’impiego della radioterapia stereotassica (SABR) nel trattamento della malattia oligometastatica (rispetto alle sole cure palliative), ma rivelano al contempo un aumento di mortalità, nella popolazione trattata, correlata a questo approccio.Novantanove pazienti con tumore primitivo sotto controllo e in presenza di malattia oligometastatica (da 1 a 5 lesioni secondarie; la maggior parte con 1 o 3 lesioni: 93 e 94%) vengono inclusi nello studio in Canada, Olanda, Scozia e Australia dal febbraio 2012 all’agosto 2016 e randomizzati (2:1) a ricevere SABR su tutte le lesioni secondarie o sola terapia palliativa (comprendendo questa anche radioterapia palliativa in 33 casi).
L’obiettivo primario era la sopravvivenza globale (OS) nella popolazione intent-to-treat. Il tempo mediano di follow-up era di 25 – 26 mesi. L’OS è risultata pari a 41 mesi (intervallo di confidenza [IC] 95% = 26 mesi – non raggiunto) nel gruppo SABR vs 28 mesi (IC 95% = 19 – 33 mesi) in quello di controllo (HR = 0,57; p = 0,090). Due (3%) pazienti nel gruppo SABR non hanno ricevuto trattamento e sono stati esclusi dallo studio; due (6%) nel gruppo di controllo allo stesso modo sono usciti dal trial. La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFSm) è risultata pari a 12 mesi vs 6 (HR = 0,47; p = 0,0012). Gli eventi avversi trattamento-correlati di grado ≥ 2 vengono descritti nel 29% dei casi nel braccio SABR vs 9% in quello di controllo (p = 0,026), essendo l’evento maggiormente presente nel gruppo SABR la fatigue (n = 4), la dispnea (n = 2), e il dolore (n = 8, muscolare, osseo, altro). Tre casi di morte correlate al trattamento sono state descritte nel gruppo SABR (4,5%), due da polmonite, un ascesso polmonare, un’emorragia subdurale dopo chirurgia atta a controllare una perforazione di ulcera gastrica causata da SABR. Nessun decesso trattamento-correlato nel braccio di controllo.
Sicuramente i dati di sopravvivenza sono incoraggianti in un contesto clinico dove il trattamento locale della malattia oligometastatica trova ampia applicazione, ma i casi di morte necessitano sicuramente maggiori dettagli nell’ambito di studi più ampi che vadano anche a stabilire criteri di minima in centri dove tali trattamenti vengono eseguiti. Oltre a ciò, sicuramente la definizione di malattia oligometastatica è ancora oggi molto soggettiva e anche in questi termini va fatta maggiore chiarezza.