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24 Novembre 2017

Mismatch Repair Deficiency Testing in Patients With Colorectal Cancer and Nonadherence to Testing Guidelines in Young Adults

Mismatch repair (MMR) deficiency of DNA has been observed in up to 15% of sporadic colorectal cancers (CRCs) and is a characteristic feature of Lynch syndrome, which has a higher incidence in young adults (age, <50 years) with CRC. Mismatch repair deficiency can be due to germline mutations or epigenetic inactivation, affects prognosis and response to systemic therapy, and results in unrepaired repetitive DNA sequences, which increases the risk of multiple ... (leggi tutto)

In questo studio sul National Cancer Database americano è stata valutata la diffusione del test per mismatch repair (MMR) deficiency in una popolazione di 152.993 pazienti affetti da carcinoma colorettale. Nonostante le linee guida, solo il 28% dei pazienti è stato testato, percentuale che sale al 43% in quelli con meno di 30 anni. Diversi fattori sono risultati impattare sull’esecuzione del test, tuttavia anche nelle migliori delle condizioni esso rimane sottoutilizzato.
Infatti, le linee guida ESMO ed ASCO sono molto chiare in proposito: il test per DNA MMR deficiency e/o instabilità microsatellitare dovrebbe essere proposto a tutti i pazienti affetti da tumore colorettale (Stoffel EM, Mangu PB, Gruber SB, et al. American Society of Clinical Oncology; European Society of Clinical Oncology. Hereditary colorectal cancer syndromes: American Society of Clinical Oncology Clinical Practice Guideline endorsement of the familial risk-colorectal cancer: European Society for Medical Oncology Clinical Practice Guidelines. J Clin Oncol. 2015 Jan 10;33(2):209-17). Nel caso in cui una perdita di espressione delle proteine MLH1/PMS2 venga osservata, è necessario effettuare l’analisi della mutazione V600E di BRAF o l’analisi della metilazione del promotore di MLH1 al fine di indirizzare sulla natura sporadica o germinale dell’alterazione. Se la mutazione di BRAF o la metilazione del promotore fossero assenti, è indicato eseguire il test per le mutazioni germinali, che deve includere sequenziamento e analisi di ampi riarrangiamenti del DNA.
Il razionale del test universale ai pazienti affetti da carcinoma colorettale, inizialmente applicato per identificare una possibile sindrome di Lynch oppure come fattore prognostico favorevole negli stadi iniziali di malattia, si è inoltre recentemente allargato alla malattia metastatica come forte fattore predittivo di risposta ai checkpoint inhibitors (anti-PD-1).
Non abbiamo a disposizioni dati certi sulla penetranza delle linee guida sul test per MMR/MSI nella pratica clinica italiana, ma senza dubbio è necessaria una importante attività educazionale al fine di renderlo disponibile in maniera sistematica come parte della diagnosi di carcinoma colorettale.
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