lunedì, 4 maggio 2026
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15 Settembre 2017

Phase I/II Trial of Labetuzumab Govitecan (Anti-CEACAM5/SN-38 Antibody-Drug Conjugate) in Patients With Refractory or Relapsing Metastatic Colorectal Cancer

The objectives were to evaluate dosing schedules of labetuzumab govitecan, an antibody-drug conjugate targeting carcinoembryonic antigen-related cell adhesion molecule 5 (CEACAM5) for tumor delivery of 7-ethyl-10-hydroxycamptothecin (SN-38), in an expanded phase II trial of patients with relapsed or refractory metastatic colorectal cancer. Eligible patients with at least one prior irinotecan-containing therapy received labetuzumab govitecan … (leggi tutto)

Labetuzumab govitecan è un nuovo ADC (antibody-drug conjugate con SN-38, il metabolita attivo dell’irinotecan) inizialmente sviluppato per la terapia radionuclidica dei tumori avanzati esprimenti CEA e attualmente nell’ambito della terapia medica del carcinoma colorettale refrattario. Nonostante l’internalizzazione del farmaco sia lenta, si ritiene infatti che il rilascio di elevate concentrazioni di SN-38 nel microambiente tumorale possa mediare l’attività del farmaco. Inoltre vi sono dati preclinici che evidenziano come il farmaco determini concentrazioni intratumorali di SN-38 estremamente superiori (fino a 300 volte) rispetto all’irinotecan, con tuttavia notevole risparmio dell’esposizione dei tessuti normali in particolare epitelio intestinale e midollo osseo. La prova di questo viene dai risultati di safety di questo studio di fase II, in quanto il farmaco è risultato estremamente ben tollerato. Inoltre vi è segnale di attività che tuttavia si manifesta soprattutto con stabilizzazione di malattia. Il dato di sopravvivenza libera da progressione (PFS: 3,6 mesi) sembra essere estremamente incoraggiante rispetto a quello di regorafenib e TAS-102, sebbene si tratti di cross trial comparison tra labetuzumab govitecan (fase II non controllata) e rego/TAS (fasi III registrative). Punti di forza del farmaco sono la buona tollerabilità e futura possibilità di combinazione in linee più precoci di terapia, nonché la possibilità di studio in patologie CEA+, in particolare nel tratto gastroenterico non-colorettale.
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