The activity of ginger in the management of chemotherapy-induced nausea and vomiting (CINV) has been suggested, but design inadequacies, heterogeneity of the population, small numbers and poor quality of tested products limit the possibility to offer generalizable results. We conducted a randomized, double-blind, placebo-controlled, multicenter study in patients planned to receive ≥2 chemotherapy cycles with high dose (>50 mg/m2) cisplatin. Patients received … (leggi tutto)
Lo zenzero è da tempo indicato come rimedio per la nausea in gravidanza, e alcune segnalazioni in letteratura suggeriscono il suo impiego per la nausea indotta da chemioterapia. Mancando peraltro una dimostrazione di efficacia di buona qualità, questo studio randomizzato condotto in Italia ha provato a dare risposta al quesito. Erano eleggibili pazienti candidati a ricevere chemioterapia con cisplatino e, i pazienti assegnati al braccio sperimentale, in aggiunta alla profilassi antiemetica standard in accordo alle linee guida, ricevevano estratto di zenzero a partire dal giorno successivo alla chemioterapia, mentre i pazienti del braccio di controllo ricevevano placebo. Endpoint primario dello studio era la nausea tardiva. Lo studio non ha dimostrato un beneficio significativo per lo zenzero, in quanto l’intensità della nausea non è risultata significativamente diversa tra i due bracci. L’analisi dei sottogruppi ha suggerito peraltro un beneficio nelle donne e nei pazienti con tumore del testa-collo, e gli autori commentano tale risultato sottolineando che, in quanto generatore di ipotesi, merita specifici studi dedicati. Nonostante il risultato negativo, lo studio pubblicato su Annals of Oncology documenta la possibilità di produrre evidenza di buona qualità (grazie alla conduzione di uno studio randomizzato, in doppio cieco) anche in setting spesso trascurati quali le terapie di supporto e la profilassi degli effetti collaterali dei trattamenti antitumorali. In particolare, la nausea tardiva rimane un problema molto diffuso nei pazienti sottoposti a chemioterapia, nonostante i progressi ottenuti negli ultimi anni con l’introduzione di nuovi farmaci che oggi vengono impiegati come profilassi in accordo alle linee guida.