Results from a previous phase 3 study suggested that prophylactic cranial irradiation reduces the incidence of symptomatic brain metastases and prolongs overall survival compared with no prophylactic cranial irradiation in patients with extensive-disease small-cell lung cancer. However, because of the absence of brain imaging before enrolment and variations in chemotherapeutic regimens and irradiation doses, concerns have been raised about these findings … (leggi tutto)
In questo studio giapponese di fase III nessun beneficio in sopravvivenza deriva dal trattamento radioterapico profilattico panencefalico (PCI) in pazienti affetti da carcinoma polmonare a piccole cellule che abbiano conseguito qualsivoglia risposta dopo trattamento contenente platino e privi di localizzazioni cerebrali al basale. Vengono valutati 224 pazienti da 47 centri nel periodo dall’aprile 2009 al luglio 2013, di cui 113 sottoposti a PCI (25 Gy in 10 frazioni) e 111 alla sola osservazione. Il monitoraggio viene effettuato con risonanza magnetica ad intervalli trimestrali fino a 12 mesi e poi a 18 e 24 mesi, essendo la sopravvivenza globale (OS) l’obiettivo primario dello studio. All’
interim analisi pianificata, la valutazione dei primi 163 pazienti porta all’interruzione dello studio per
futility e l’analisi finale riporta un OS pari a 11,6 mesi nel gruppo trattato con PCI e 13,7 mesi nel braccio di controllo (hazard ratio [HR] = 1,27; p = 0,094), con un riscontro di localizzazioni cerebrali nel 48% vs 69% dei casi (p < 0,0001). La seconda linea di trattamento risulta essere assolutamente bilanciata nei due gruppi (88% e 89% dei pazienti, rispettivamente). La conclusione potrebbe essere “
mettiamoci un punto” ad un’indicazione al trattamento panencefalico (in questo caso di tipo profilattico nel carcinoma polmonare a piccole cellule), trattamento che negli anni ha visto una progressiva restrizione delle sue applicazioni anche in una malattia a prognosi infausta (e a frequente interessamento cerebrale) come il tumore polmonare.